Torino: città indiscutibilmente splendida ma anche letteralmente (e letterariamente) culla di ombre e situazioni a tinte scure e dal sapore agrodolce. Lo è anche per Alessandro Sola che, col suo secondo lavoro letterario, ne fa il fulcro di vicende criminali da puro thriller aderente, certo, alle dinamiche di genere ma mai restio a cedere il passo – in diversi frangenti e, talvolta, in punti di fondamentale importanza diegetica – al sovrannaturale (sotto certi aspetti).

 Il colore dell’inganno, pubblicato da Pathos edizioni e presentato anche all’edizione 2019 del Salone Internazionale del Libro, è infatti una crime story avvincente ma anche particolarmente riflessiva, le cui pagine sprigionano senso a iosa nel loro incedere tra ambiguità caratteriale di ogni singolo personaggio (nel bene come nel male) e meticoloso metodismo investigativo, a tal punto che la linea incaricata di dividere l’essenza di vittima e carnefice si fa sempre più sottile nel procedere di capitolo in capitolo.

Certo, ci si ritrova dinanzi all’ennesima figura istituzionale (il commissario) e istintivamente (per ambientazione e scelta caratteriale delle figure delineate) fa capolino nella memoria di chiunque quel gioiello che fu La donna della Domenica di Fruttero e Lucentini, che proprio nella Torino bene districavano un intreccio particolarmente ostico ma mirabilmente efficace, denso com’era di scheletri nascosti negli armadi sempre più grandi annidati tra le pareti insanguinate dell’alta società. Ma in Il colore dell’inganno le tinte sono nettamente più scure, tetre, tumefatte e dense di un alone di mistero maggiormente capace, se possibile, di mettere in tavola tutte le carte necessarie per il tratteggio di psicologie notevolmente ostriche ma, proprio per questo, estremamente interessanti nel loro interagire o reciproco annullarsi.

Il commissario Tommaso Fuoco viene incaricato di svolgere le indagini sull’omicidio del giovane Davide Brown, appartenente ad una famiglia molto ben in vista. Le dinamiche dell’assassinio coincidono con altri fatti particolarmente misteriosi in quello che diventerà un vero e proprio vortice mortale apparentemente privo di senso. Ma le capacità introspettive del commissario Fuoco riusciranno a comprendere presto di dover entrare in contrasto con l’ambiguità più primordiale e indicibile dell’animo umano, in un andirivieni di luce e oscurità che si fa coacervo di maschere terrificanti e apparenze laceranti.

A unire tutti gli omicidi è un paio di scarpe rosse, non a caso in possesso di tutti gli individui sottoposti a indagine, anche quelli più insospettabili, perché veramente nessuno – chi in un modo, chi in un altro – è mai davvero innocente in una realtà fondata sui chiaroscuri dell’animo umano.

Tra le pagine di Il colore dell’inganno, Sola riesce a cesellare il carattere più profondo e le motivazioni più inaccettabili di inganni, sospetti e manipolazioni allo scopo di delineare, quanto più fedelmente possibile, un’idea di morte fisica che è anche morte interiore, un fioco bagliore di parvenza umana che sfocia gradualmente in declino spirituale e morale di una città intesa come emblema di un intero universo sociale.

Alessandro Sola

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Il colore dell’inganno di Alessandro Sola

Genere: Thriller

Editore: Pathos Edizioni

Pagine: 387

Codice ISBN: 978-88-855-29-472