Un saggio necessario è quello di Gabriella Maldini, I narratori della modernità, edito da Carta Canta, che racconta le vite di quattro grandi scrittori dell’Ottocento: Honorè de Balzac, Gustav Flaubert, Guy de Maupassant e Emile Zola. Quattro penne importantissime per la letteratura mondiale, divenuti modelli di scrittura contemporanea, quattro monumenti letterari che descrivono il marciume dell’Europa ottocentesca per alcuni versi non così distante dai contorni morali del nostro tempo.

È abile Maldini nel descrivere le incredibili vite e la costruzione delle più importanti opere in maniera precisa, puntuale, ma anche appassionata rendendo la lettura del saggio scorrevole e piacevole, costituendo anche un interessante invito alla lettura non solo dei titoli dei nostri quattro, ma anche di tutta quella letteratura critica che fa da corollario.

Balzac, Flaubert, Maupassant e Zola condividono, secondo l’attenta analisi di Maldini, il pregio di aver saputo descrivere il culto del denaro e del potere, lo svuotamento morale, l’ossessione per l’apparire per la velocità, l’egoismo, la solitudine, l’alienazione e i disturbi mentali del loro tempo. La necessità di rivedere le operazioni letterarie dei quattro mostri sacri della letteratura francese ottocentesca risiede nella facoltà di divenire consapevoli di dinamiche che ancora vive la nostra epoca, da cui non si è mai fondamentalmente disfatta, ma che sono rimaste con sfumature differenti.

Il disprezzo del mondo borghese che trapela dalle pagine delle opere degli autori scelti da Maldini è quel disgusto al mediocre che non cessa di trapelare, quella realtà marcia da cui è necessario prendere le distanze e ciò viene fatto ricorrendo ad una scrittura scientifica, quanto più precisa nella scelta dei termini giusti, nella perfetta collocazione all’interno del periodo. È quello che accade soprattuto nella scrittura di Flaubert, il cui tormento è espresso con un impegno preciso alla descrizione della condizione esistenziale di fastidio e di disgusto della realtà. Proprio in Flaubert, in cui nasce il concetto di “arte per l’arte”, avviene quel superamento della scrittura di Balzac, tangibile non solo per la narrazione imparziale e impersonale, ma anche per la modalità in cui emergono la bellezza e la verità quali elementi inscindibili. Sono i grandi romanzi come Madame Bovary, negli annosi tormenti di Emma, e L’educazione sentimentale, nella registrazione dei fallimenti, a sancire Flaubert padre del realismo e della modernità.

Maldini, dunque, riesce pienamente nell’intreccio di vita e opere a riportarci con straordinaria lucidità e fascino quattro grandi personaggi della letteratura francese.

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Titolo: I narratori della modernità

Autore: Gabriella Maldini

Genere: Saggio / Critica letteraria

Casa editrice: CartaCanta Editore

Pagine: 164

Codice ISBN: 978-88-855-68-167