Romanzo Caporale del giovane scrittore pugliese Annibale Gagliani , edito da I quaderni del Bardo, ci catapulta in una realtà crudele e vessatoria, ovvero quella che ruota attorno al mondo sommerso del caporalatonel sud Italia. Il caporalato è una pratica illecita attraverso la quale vengono reclutati, sfruttati e sottopagati i braccianti per la raccolta dei prodotti agricoli, ed è una pratica non solo diffusa al sud ma anche nel resto del Paese.

Il protagonista del romanzo è un giovane migrante keniota che per necessità è dovuto fuggire dal suo paese. La causa principale della sua fuga è dovuta allo scoppio della guerra civile, nella quale perderà il padre. È un giovane intriso degli ideali del panafricanismo: i suoi riferimenti culturali e filosofici sono don Donato Panna e Thomas Sankara. È un giovane come molti, che vorrebbe contribuire allo sviluppo sociale ed economico del suo paese, ma che sarà costretto e migrare verso l’Europa. Ma in Europa, e nello specifico in Italia, la situazione non sarà migliore in quanto cadrà nelle maglie oppressive e disumane del caporalato e della criminalità organizzata.

Romanzo Caporale non è solo una denuncia contro la pratica perversa e irregolare del caporalato, ma punta anche il dito contro le istituzioni politiche che non fanno nulla o che hanno delle connivenze con questa pratica. Il libro di Annibale Gagliani è un romanzo da leggere con attenzione, in quanto è ricco di rimandi e di citazioni che offrono al lettore la possibilità di entrare a contatto con argomenti che vengono spesso sorvolati dai mass-media ufficiali. Sarà interessante per il lettore approfondire le figure storiche dalle quali il personaggio del romanzo è stato modellato: Thomas Sankara, Léopold Sédar Senghor, Kémi Séba, Aboubakar Soumahoro e Antonella Bundu. Perché come gli suggerisce il padre contadino: «Invece di correre come un rinoceronte per la savana e tornare con chili di polvere addosso, fai qualcosa di più costruttivo. Forza, prenditi un libro e leggilo. Solo la lettura ti salverà dalla morte peggiore, quella dello spirito». Questo è quello che invita a fare Annibale Gagliani al possibile fruitore del suo romanzo, leggere. Il personaggio raccontato è il frutto di una complessa struttura di storie che si compenetrano sincreticamente, in alcuni momenti poeticamente, in altri con maggiore ruvidezza e crudezza. Sono voci che si legano tra loro, e che attraverso il personaggio acquistano vita; sono le voci dei morti ammazzati dalla guerra, sono le voci dei morti ammazzati dagli scafisti e inghiottiti dal mare, sono le voci di coloro che schiattano sotto il sole dopo 14 ore di lavoro per un litro di olio o un pacco di pasta come paga. È di questo che parla il romanzo: della morte senza voce.

“Non era facile trovare il tempo di leggere, eravamo tutti studenti-lavoratori: il mattino al fianco dei genitori a improvvisarci contadini, il pomeriggio uditori rilassati di frammenti di cultura in lingua inglese. Ma a me non bastava, volevo nutrirmi di sapere” queste sono alcune delle parole del giovane protagonista che romanzo di Annibale Gagliani: Romanzo Caporale. In queste parole è con chiarezza e semplicità pronunciato il carattere del protagonista della narrazione. Un giovane affamato di sapere e di gioia di vivere il quale appena arrivato il buio, scorrazzava a perdifiato assieme ai sui compagni, cercando di afferrare le lucciole. Ma la vita nel continente africano non è così semplice, e ne è tanto meno così poetica. Persa la madre alla nascita, con il padre contadino che lo esorta con dolcezza autoritaria: “Invece di correre… fa qualcosa di più costruttivo. Forza, prenditi un libro e leggilo. Solo la lettura ti salverà dalla morte peggiore, quella dello spirito.” Ed è quello che fa, legge, va a scuola e frequenta la missione dove incontra Don D, prete missionario originari di un piccolo paesino pugliese.  Ma lo scoppio della guerra civile lo scaraventa nel mondo degli adulti con crudezza. Durante il conflitto interno rischia di morire, se non fosse per il provvidenziale aiuto di un medico italiano di Emergency che lo condurrà in una della prime cellule di accoglienza medica sotto la bandiera italiana. Durante il conflitto verranno uccisi sia il padre che la giovane insegnante di inglese. Il giovane crescerà temprato dalle disavventure che lo colpiscono, ma che non abbattono il suo spirito. Anche Don D, scampa al conflitto e lo accoglie come un figlio. Il protagonista crescerà diventando un punto di riferimento all’ interno della sua comunità animato dagli ideali del panafricanismo, e proprio a causa del suo idealismo finirà per scontrandosi democraticamente contro i detentori del potere. Calunniato e minacciato di morte dovrà scappare dal suo paese per andare incontro ad una sorte incerta, e miserabile. Attraverserà il continente africano sino ad imbarcarsi su una bagnarola per attraversare il Mediterraneo per giungere nel bel paese alla ricerca di Don d che per motivi di salute è dovuto rientrare in Italia. Quella narrata in Romanzo Caporale è la storia di un migrante, di un profugo, che è costretto ad arrivare in Italia come irregolare, e a vivere come reietto. Finendo nelle grinfie dei caporali per sopravvivere. Romanzo caporale è un romanzo d’impegno civile che ci mostra e ci racconta quello che spesso i mezzi informazione canonici ci celano attraverso le frasi e i titoli della propaganda di chi sta al governo e agita lo spauracchio dell’altro come il male di tutti i mali. Da leggere lentamente.

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Titolo: Romanzo Caporale
Autore: Annibale Gagliani
Genere: Romanzo
Casa Editrice: I quaderni del Bardo
Pagine: 114
Prezzo: 8,37 €
Codici ISBN: ISBN-10: 1686770707 – ISBN-13: 978-1686770708