Un’opera complessa e per certi versi controversa, un’appassionata trattazione a favore di chi non ha voce: tutto questo è Vite strappate in Italia dagli anni ’70 ad oggi di Antonella Betti, edito da Editrice Italia Semplice. Un’inchiesta da parte di un’assistente sociale che ha vissuto sulla sua pelle il dramma dell’allontanamento coatto dalla propria famiglia d’origine. Un libro a difesa dell’infanzia rubata, di chi ha visto la sua vita cancellata dall’indifferenza; si parla di famiglie fragili e di bambini usati come bancomat, di tristi storie vere e di gravi pecche istituzionali. Leggendo questo testo si viene a conoscenza che ad oggi non esistono ancora parametri chiari con i quali si giudica la condizione ed eventuale allontanamento del minore e che, fatto ancora più grave, non esiste un registro ufficiale dei bambini affidati e adottati. Questo ha comportato dagli anni settanta a un tacito traffico di bambini sottratti illegalmente alle loro famiglie senza validi motivi, e si apprende che siano circa quarantamila minori l’anno a subire un tale trattamento. Attraverso esempi concreti l’autrice riporta esperienze in cui era possibile recuperare il minore e farlo crescere nella sua famiglia d’origine, ma si è preferito l’allontanamento coatto nonostante siano più alti i costi per mantenere un bambino nelle case-famiglia che per aiutarlo nel suo contesto di appartenenza. Un paradosso che Antonella Betti spiega con coraggio attraverso la sua storia e quella di altri uomini e donne che hanno combattuto per la verità: esiste infatti un business da due miliardi di euro l’anno gestito da un insospettabile quanto oscuro legame tra certi tribunali dei minori, gli uffici comunali e una parte delle case-famiglia. E fa riflettere la storia di un giovane giudice di trentaquattro anni che si è dovuto dimettere a causa delle pressioni esercitate su di lui semplicemente perché cercava di fare luce su una situazione insostenibile; e ancora di più sorgono domande quando si viene a sapere che alcuni giudici onorari responsabili del destino del minore sono titolari della casa-famiglia in cui quel bambino verrebbe ospitato. Tante sono le ombre, troppo poche le certezze e le decisioni forti. È comunque chiaro che esista un conflitto di interessi che non va a tutelare i diritti del minore, e che se manca questo principio si va a minare lo stesso concetto di famiglia che porta, inevitabilmente, a un fallimento della società. Vite strappate in Italia dagli anni ’70 ad oggi è un testo che va letto con attenzione, che va digerito e giudicato con sensibilità, perché c’è tanto da discutere e da cambiare, per il bene di tutti.

Titolo: Vite strappate in Italia dagli anni ’70 ad oggi
Autore: Antonella Betti
Genere: Narrativa-inchiesta
Casa Editrice: Editrice Italia Semplice
Pagine: 268
Prezzo: 16,00 €
Codice ISBN: 978-88-942-37-160

Contatti
https://twitter.com/BettiAntonella
www.assistenzasocialelazio.com
it-it.facebook.com/editriceitaliasemplice

www.amazon.it