Italia: un mix di fuoco, allagamenti, frane e trombe d’aria. Cambiamento climatico o variabilità climatica?

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Voglio dedicare questo mio scritto a tutti coloro che sostengono ancor oggi che nulla stia cambiando sul nostro pianeta. Che siamo in una normale fase di un ciclo climatico e che tutto quello che sta avvenendo, anche in Italia, sia tutta colpa della natura.

È giusto inizialmente definire una sostanziale differenza terminologica, la United Nations Framework Convention on Climate Change utilizza il termine mutamenti climatici per riferirsi ai cambiamenti climatici dovuti alle attività umane, mentre con variabilità climatica ci si riferisce ai cambiamenti generati da cause naturali.

Due piccole definizioni che a mio parere creano già parecchia confusione per quanto comunicato dai media (di ogni tipo), l’ambiente non fa più notizia, l’ambiente è un qualcosa che può essere tranquillamente maltrattato, l’ambiente non interessa! Si parla di cambiamento climatico ma non c’è mai un riferimento specifico, si parla di futura apocalisse ma senza indicarne un colpevole o un mandante. Però esiste, e senza alcun giudizio prosegue nei suoi intenti che definire criminali è ancora poco.

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Se analizziamo quanto deciso in questi giorni al G20, possiamo scovare il classico giochetto utilizzato ormai da decenni dai vari governi: ossia spostare le date in avanti ed ignorare le politiche precedentemente stabilite. Cina, Russia, Brasile e Australia sono i principali indagati in questa scandalosa tattica, l’anno fissato il 2050. Ma siamo sicuri che 29 anni sarà tutto uguale? Che il nostro generoso mondo sarà identico ad oggi? Secondo me è tutta una presa in giro, la classica astuta mossa politica per evitare sanzioni o restrizioni. Parlando di G20 (ovvero il forum dei leader, dei ministri delle finanze e dei governatori delle banche centrali) è fondamentale indicare che queste nazioni sono attualmente responsabili dell’85% di tutte le emissioni globali di carbonio.

Ma facciamo un passo indietro, diamo un breve accenno alla tanto citata variabilità climatica, non parliamo di un invenzione o di una teoria utilizzata come escamotage per gli odierni eventi. La variabilità climatica esiste ed è un tema affrontato dalla climatologia, che studia la materia partendo dalle ere glaciali. Volendo dare una definizione più precisa: con il termine variabilità climatica ci si riferisce alle variazioni dello stato medio e di altre statistiche del clima a tutte le scale spaziali e temporali oltre a quella dei singoli eventi meteorologici. La variabilità può essere dovuta a processi interni naturali, all’interno del sistema climatico (variabilità interna), o a variazioni del forzante esterno naturale o antropogenico (variabilità esterna). Come diceva un noto comico: “Paura eh?”, beh effettivamente la definizione è molto complessa e contorta, non mi stupirei del contrario, sembra nata per terrorizzare la popolazione ma in quanti ne hanno mai sentito parlare?

variabilità climatica ClimateGraph

Se diamo un’occhiata a questo grafico tratto da nature.com possiamo subito notare una certa costanza, un andamento sinusoidale, partendo dall’anno zero vediamo addirittura un trend negativo della temperatura, ma tra il 1800 e il 1900 accade un qualcosa: la rivoluzione industriale. Ebbene in due secoli scarsi l’uomo è riuscito a modificare il normale ciclo climatico planetario, e non accenna a fermarsi.

Sapendo di ripetermi, voglio sottolineare l’importanza di questa differenza tra variabilità climatica e cambiamenti o mutamenti climatici, l’umanità non si accorge o fa finta di non vedere cosa sta accadendo e la politica attuale, ovviamente, cavalca l’onda come un provetto surfista.

In un precedente articolo ho già citato le pesanti ripercussioni di questo cambiamento, ma la cosa non si arresta. La Sardegna sta letteralmente bruciando, nel nord Italia allagamenti e frane la fanno da padrone, nelle pianure le trombe d’aria distruggono qualsiasi cosa incontrano. Questo in quanti giorni? Due. Cosa ci attenderà domani? Il pensiero fa rabbrividire.

variabilità climatica SardiniaFireWall

In tutto questi questi eventi cataclismici però qualcosa si sta muovendo, per lo meno nella nostra nazione. Un gruppo di avvocati under 40 (magnifico NdR) si è stancata della odierna situazione e ha creato un Codice di condotta per la Sostenibilità. Finalmente qualcuno di esterno alla politica ma che conosce la politica e le leggi che la regolamentano, sono scesi in campo per contrastare lo scempio che prosegue ogni giorno. Perché ho enfatizzato il concetto di “under 40”? Perché segna un risveglio delle generazioni, fornisce un insegnamento agli attuali millennials, segna un punto di svolta nell’attuale piatto panorama!

La speranza c’è, le nuove generazioni stanno prendendo atto del clima di distruzione perpetrato per decenni dall’uomo, possiamo ancora riparare ai danni inflitti al nostro pianeta: ma è necessario l’apporto di tutti, il tema non va dimenticato o nascosto, va affrontato!

Volgo alla chiusura dedicando un pensiero a tutti coloro che nel disastroso panorama climatico italiano hanno perso qualcuno o qualcosa, come se non bastasse la pandemia. Forza!

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