Milano ha un nuovo museo, diffuso, a cielo aperto: si chiama MAUA ed è il primo museo di arte urbana aumentata. Una proposta, letteralmente, out of mainstream che vuole proporre itinerari culturali inediti, fuori dal centro e dai più tradizionali circuiti dell’arte.
Così, 50 opere di street art animate in realtà aumentata diventano l’occasione per esplorare quartieri meno conosciuti della città.
Una galleria open air in cui le opere sono state selezionate dagli abitanti dei quartieri, in un esperimento avanzato di curatela diffusa che ha previsto l’individuazione collettiva e partecipata delle opere e una discussione comune sul loro significato percepito e sul loro valore per le strade della città.
Come? grazie al “Bando alle Periferie”, progetto del Comune di Milano, con il quale sono stati selezionati e finanziati, tra le oltre 150 proposte pervenute, 14 progetti culturali per le aree di Giambellino-Lorenteggio, Adriano-Padova-Rizzoli, Corvetto-Chiaravalle-Porto di Mare, Niguarda-Bovisa e Qt8-Gallaratese.
Insomma, è stata realizzata la più grande mappatura finora realizzata della street art a Milano con 218 opere e tour alternativi. 50 giovani animation designer hanno poi elaborato le immagini durante un workshop di realtà aumentata e prodotto 50 contenuti digitali inediti che oggi animano le opere selezionate, liberamente fruibili consultando una mappa online, sull’app Bepart o sul catalogo cartaceo in distribuzione gratuita presso BASE Milano.
Ma come funziona? Si parte scegliendo il proprio percorso. Poi, arrivati sul posto, l’esperienza prosegue in forma digitale: ogni opera, inquadrata con lo smartphone, ne genera una nuova e si trasforma in un lavoro di digital art, appositamente creato per il museo!
FortementeIn, no?!
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