Cinema

When Your Finish Saving the World, esordio alla regia di Jesse Eisenberg apre La settimana internazionale della critica a Cannes. Recensione

When You Finish Saving the World è stato il film di apertura della Settimana internazionale della Critica al Festival di Cannes e si tratta dell’esordio alla regia di Jessie Eisenberg, per chi non lo ricordasse, come si suol dire oggi, vi sblocco un ricordo: The Social Network di David Fincher del 2010, dove Jesse interpretava Mark Zuckerberg, ceo di Facebook.

Dopo questo e diversi altri ruoli nei quali Eisenberg ha dimostrato il suo talento nella recitazione si presenta al grande pubblico per la prima volta nella veste di regista e dopo l’anteprima al Sundance Film Festival nel gennaio 2022 porta a Cannes il suo film When You Finish Saving the World.  Si tratta di un adattamento in chiave contemporanea dell’omonimo audiodramma autobiografico dello stesso Eisenberg ed è interpretato da Finn Wolfhard (Stranger Things) e Julianne Moore.

La storia parte da uno dei temi più raccontati al mondo, il rapporto genitori – figli, in questo caso il rapporto madre – figlio nelle figure di Moore e Wolfhard che rappresentano il raffreddamento dei rapporti familiari. I due, infatti, sono diversi come il giorno e la notte e discutono spesso sulle rispettive vedute, in particolare la loro differenza viene sottolineata con due elementi che raccontano sostanzialmente la differenza generazionale attraverso i gusti musicali, la madre ascolta musica classica per spegnere i pensieri, il figlio musica contemporanea.

Il protagonista Ziggy la musica la fa, infatti, compone canzoni che poi esegue in diretta in live straming davanti ai suoi followers. Insomma un classico adolescente di oggi che si diverte con cose che la madre non capisce. Il live streaming e le “canzonette” che il figlio compone sono robetta insulsa per lei che ascolta musica classica e così reagisce con freddezza e indifferenza alle passioni del figlio. Tuttavia, preferisce concentrarsi su un coetaneo di Ziggy conosciuto al centro di accoglienza per vittime di violenza domestica dove lavora.

Nel frattempo Ziggy come tutti gli adolescenti frequenta la scuola e qui si innamora di Lila, giovane attivista politica per la quale comporrà anche una canzone e diventerà attivista a sua volta pur di conquistarla.

Così madre e figlio vanno in due direzioni differenti restando distanti per tutto il film finché non si vengono incontro in un momento finale in cui entrambi riscoprono il calore parentale.

Sulla carta il film può essere anche interessante e certamente è interpretato bene e diretto altrettanto bene, ma c’è da dire che purtroppo non decolla mai, rimane sempre piuttosto piatto senza nessun guizzo particolare e anzi risultando anche piuttosto noioso nel corso della storia. Il punto è che il film è fin troppo calmo, un compitino ben eseguito che purtroppo non lascia molto e se freddi sono i rapporti tra i personaggi, tiepida è la reazione che ci lascia al termine della visione.

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È un peccato se pensiamo al talento di Jesse Eisenberg e degli stessi interpreti coinvolti, e a tutta la passione per che ci ha messo, ciò si vedeva anche per l’emozione nella sua voce mentre lo presentava.
L’attenuante è che si tratta appunto di una prima prova da regista e che quindi si possa sempre migliorare nel tempo oppure tornare alla principale occupazione e in ogni caso questo lavoro non getta ombre sulla carriera di Eisenberg.

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