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Harry & Meghan: l’apoteosi dell’ipocrisia in salsa gossip, alla fine chi disprezza compra. Recensione

Sebbene ci siano momenti teneri accanto a quelli che provocano un senso di nausea, il messaggio principale che emerge da questo documentario reale è: la defunta regina ha fatto bene a mantenere il suo status quo.

Il Natale è arrivato in anticipo per Netflix. Il primo pezzo della serie di materiale “educativo o di intrattenimento” che il Duca e la Duchessa del Sussex sono tenuti a creare nell’ambito del loro accordo da 112 milioni di sterline con la piattaforma di streaming è stato pubblicato.

Sono stati realizzati sei episodi di Harry & Meghan, un documentario ravvicinato e personale sulla loro vita insieme. Diviso in due “volumi” da tre, il primo è stato rilasciato e potrebbe risultare un regalo poco gradito per i reali inglesi, mentre per gli altri si tratta di intrattenimento e di una sorta di formazione/informazione. Soprattutto per capire quanto la defunta regina abbia fatto bene a rimanere in disparte per tutti i suoi 70 anni di regno.

I Sussex hanno chiaramente sofferto, in modi che la maggior parte di noi non potrà nemmeno immaginare. La questione se abbiano sofferto tanto quanto pensano, resta un’altra storia. A un certo punto, Harry dice meravigliato che sua moglie ha prima sacrificato tutto per lui – lasciando la sua vita negli Stati Uniti, raggiungendo lui e la famiglia reale in Inghilterra – e poi lui a sua volta ha sacrificato tutto per lei, lasciando la famiglia reale e raggiungendola negli Stati Uniti.

Il che è del tutto vero e allo stesso tempo non è affatto vero, una sensazione che persiste per tutte le tre ore di approfondimento/non approfondimento di cui siamo stati testimoni fino ad ora.

Abbiamo a disposizione molte foto private dei primi anni di corteggiamento dei due coniugi, e il fatto che fossero, e siano tuttora, profondamente innamorati è fuori discussione, a meno che non siano entrambi attori da Oscar. Ci sono molti filmati d’archivio di Diana perseguitata da folle di fotografi.

Molto tempo viene dedicato alle interviste ai duchi del Sussex, affascinanti e divertenti insieme, “Forse erano sorpresi che uno dai capelli rossi potesse conquistare una donna così bella”, dice Harry, ricordando il primo incontro dei Windsor con Meghan. Le interviste agli amici di Harry invece sono poche, mentre quelle agli amici di Meghan aumentano sempre di più, con elogi entusiastici alla sua recitazione, alla sua empatia e al suo attivismo.

Il primo episodio si concentra sull’infanzia di Harry, sul felice corteggiamento segreto e si conclude parlando della loro relazione interrotta. Il secondo racconta l’infanzia di Meghan, la cronaca indubbiamente razzista sul fidanzamento – uno dei primi titoli descrive la ” ragazza di Harry” come “(quasi) uscita da Compton” come dire i bassifondi – e il bigottismo assolutamente palese di molti dei commenti espressi sui social media.

Il terzo riguarda una veloce panoramica sulla schiavitù britannica e sul ruolo centrale della monarchia, la ricerca di Harry nel capire i sui suoi “pregiudizi inconsci”, i suoi anni felici nell’esercito e la disgregazione della famiglia di Meghan nel periodo precedente al matrimonio, dovuta a quella che sembra essere stata la propensione del padre e della sorellastra a parlare con i tabloid, alla ricerca di qualsiasi storia negativa.

Ma alla fine, cosa ci rimane? Esattamente la stessa storia che abbiamo sempre conosciuto, raccontata nel modo in cui ci aspetteremmo di sentirla dalle persone che la raccontano. Chi non è interessato non lo guarderà. Quelli a cui interessa – cioè che sono coinvolti in modo voyeuristico in questa telenovela della vita reale – riusciranno comunque a leggerci tutto quello che vogliono e senza dubbio a confermare tutte le loro precedenti opinioni/teorie.

C’è molto materiale per scatenare un altro round di frenesia da tabloid, in particolare quando Harry parla dei membri della famiglia reale che considerano la pressione esercitata su chiunque si “sposi” un rito di passaggio e si oppongono alla possibilità che qualcun altro eviti quello che hanno passato i loro coniugi, piegandosi alla pressione interiore di scegliere una moglie che “si adatti allo schema”.

È difficile capire chi, al di là dei media, ci guadagnerà veramente qualcosa da questa storia. Bisognerebbe accogliere con favore un periodo di silenzio, che per necessità comune di far quadrare i bilanci generali, non arriverà mai, fomentato proprio da questo tipo di intrattenimento.

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