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Scuole chiuse per il Coronavirus e le insegnanti leggono le fiabe in diretta su Facebook

In questi lunghi giorni dove tutti i media sono incentrati sul Coronavirus con notizie poco piacevoli, alcune eccessive, tra queste ne spuntano ogni tanto di belle, così da poter dichiarare che del Coronavirus si può parlare anche in modo positivo. A causa dell’emergenza sanitaria le scuole sono state chiuse in moltissimi comuni, questo ovviamente è un allontanamento necessario per precauzione che però non esclude un contatto virtuale. Infatti, molte maestre non si arrendono e scovano soluzioni ingegnose per tenere alta l’attenzione e l’interesse dei loro alunni. Per esempio le maestre dell’asilo di Biella in Piemonte, nonostante la chiusura della scuola dell’infanzia del quartiere Villaggio Sportivo, hanno deciso di prendersi cura dei loro bambini anche a distanza, utilizzando Facebook per leggere loro delle fiabe: due al giorno, una al mattino e una al pomeriggio in diretta, da seguire attraverso la pagina dedicata per non sentirsi del tutto fuori dal mondo.

“Continueremo fino alla riapertura delle scuole”, ha dichiarato la referente del gruppo, Grazia Flessibile. “In osservanza a quanto verrà disposto dalle autorità, con una scaletta ben precisa: due videostorie al giorno, una al mattino e un’altra al pomeriggio”.

Un’idea davvero carina che ha portato gioia sia ai bambini sia ai genitori, i video, pubblicati sulla pagina Facebook della scuola piemontese hanno la firma di ogni maestra: oltre a Grazia Flessibile, le fiabe hanno la voce di Paola, Anna Verde, Paola, Michela, Anna Gamba, Daniela e Maura.

Questo Coronavirus sta creando tanti disagi ma nel contempo sta portano alla luce enormi potenzialità di sfruttare la tecnologia per poter fare quasi tutto. In Cina, per esempio, visto la lunga quarantena, gli insegnati delle scuole fanno lezione online per non rimanere indietro con i programmi. Organizzarsi per tenere un corso online per la prima volta di solito richiede diversi mesi. Le università internazionali in Cina, per far fronte al problema, lo ha fatto in meno di tre settimane. Che anche in Italia non si possa pensare di adottare delle misure simili in caso di continue chiusure?

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