Libri

Il libro delle lacrime di Heather Christle parla il linguaggio delle emozioni

Il Saggiatore propone un testo difficile da classificare ma molto interessante fin dalla copertina e dal titolo, Il libro delle lacrime di Heather Cristle. Non si tratta di un romanzo, non è un saggio e neppure un libro di poesie o un trattato scientifico sulle lacrime. È scritto da una poetessa e questo ci dice molto osservandone la struttura frammentaria e il lirismo poetico che vi si riscontra in alcuni punti.

Christle parte da una cosa semplice e in apparenza scontata, le lacrime, qualcosa che è parte di noi fin dalla nascita e affronta il tema da tutti i punti di vista: quello lessicale; quello emozionale; quello storico; quello artistico; quello poetico e così via fino ad una mappatura completa e teorica che sfocia anche in riflessioni sulla gestione del dolore e il rapporto che abbiamo con esso o questioni politiche che vedono le lacrime come un’arma, soprattutto per le donne bianche; fino ad arrivare all’imbarazzo legato alle lacrime, quel senso di nudità che si prova quando si piange in pubblico.

Il libro diventa così un viaggio nel mondo delle emozioni in cui vi troviamo anche incursioni autobiografiche dell’autrice che in alcuni momenti trasforma il testo in un vero e proprio memoire. Ci si ritrova così a ricordare le nostre lacrime, proprio a partire dalle storie personali dell’autrice e dalle informazioni sul tema che ne ricaviamo dalla lettura. Passando dai momenti in cui sono state più intense a quelli in cui siamo riusciti a camuffarle per ritrovarci in alcuni momenti a piangere con l’autrice o quantomeno a commuoverci.

Molti estratti sono così poetici e puntuali da regalarci momenti unici nella lettura e la struttura per frammenti fa di questo libro un oggetto comodo da portare con sé e leggere nelle attese in metropolitana o in treno, oltre che comodamente in poltrona. La grafica della copertina completa la bellezza complessiva dell’oggetto libro e se non in tutti i frammenti ma almeno in una decina di queste la maggior parte dei lettori ci si potrà ritrovare.

Ciò che rimane alla fine della lettura è l’emozione che si prova quando ci si rende conto di non essere soli e che le lacrime che tutti abbiamo versato fin dalla nascita sono un fiume che ci unisce.

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