Cinema

Mondocane, il nuovo film con Alessandro Borghi un’idea geniale sfruttata male. Recensione

Mondocane è il nuovo film di Alessandro Celli prodotto da Matteo Rovere, uscito nelle sale il 3 settembre 2021, un film con un’idea veramente geniale ma che nella sua resa finale risulta sfruttata male e banale. Dalle prime scene tutto promette benissimo: in un futuro più prossimo che remoto, la città di Taranto, a causa dell’inquinamento provocato dall’acciaieria e dello sfruttamento indiscriminato delle risorse ambientali, si trasforma in un microcosmo distopico spaccato in due unità: la Taranto nuova dominio delle élite e la Taranto vecchia popolata dagli emarginati.

In Mondocane, gli esclusi dalla nuova società, racchiusi dietro delle spesse recinzioni, si danno battaglia per il controllo del territorio in un susseguirsi di attacchi di guerriglia e boicottaggi. La gang più nota, quella delle Formiche, è capeggiata da Testacalda, interpretato da Alessandro Borghi, decisamente la figura più interessante di tutto il film, che alterna momenti in cui si mostra come un padre amorevole ad altri che assomiglia più a un crudele dittatore. Nel mezzo di questo mondo due adolescenti, Pietro e Christian, orfani e poveri, trovano nelle Formiche un posto dove poter entrare in contatto sia con altri ragazzi, sia con il mondo di chi non subisce passivamente il correre degli eventi.

Mondocane presenta un universo rassegnato e pessimista, in cui gli esseri umani, divisi in gruppi incomunicanti tra loro, si presentano per quello che sono: creature sole, abbandonate dalle istituzioni e dalla società, indomite nel loro lottare per la vita e contro la vita, forti nel resistere e nel combattere. Partendo da questo presupposto, Mondocane nasce da un’idea è geniale: l’ambientazione post-apocalittica, le caratterizzazioni proto-cyberpunk, il senso di disordine e decadenza, la battaglia per la vita e la contradditorietà dei personaggi. Tutto questo viene rispettato nella prima metà del film, ma il dramma avviene nella seconda. Domande lasciate senza risposta, i personaggi si svuotano e perdono di senso in tipici cliché che poco hanno a che fare con l’ambientazione del film.

L’eccessivo romanticismo, lo svilimento di alcuni personaggi, specie Testacalda, l’indurimento della sceneggiatura su alcuni temi tralasciandone fuori altri ben più interessanti, rendono Mondocane estremamente mainstream e comune. Il materiale messo sul fuoco nei primi minuti sarebbe bastato per tre o quattro film, addirittura per un paio di stagioni di una serie tv, forse è per questo che il finale risulta tirato via e troppe domande rimangono senza risposta. Mondocane ha un’idea davvero geniale, dunque, ma sfruttata male. Un vero peccato.

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