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Joan Mirò. Il linguaggio dei segni al PAN di Napoli

Sobreteixim 10, 1973, Acrilico, feltro e corda cuciti su arazzo realizzato da Josep Royo, Acrylic, felt and robe stitched to woven wall hanging by Josep Royo, 200 x 172 x 29 cm. © Fundação de Serralves, Porto. Per tutte le opere di Joan Miró © Successió Miró by SIAE 2019. Photo: Filipe Braga © Fundação de Serralves, Porto. Tutte le opere appartengono alla Collezione dello Stato Portoghese in deposito presso la Fondazione Serralves

Dal 25 settembre 2019 al 23 febbraio 2020 sarà presenta al PAN Palazzo delle Arti Napoli, la mostra dedicata all’artista catalano Joan Mirò e al suo “linguaggio dei segni”.
La mostra è promossa dall’Assessorato alla Cultura e al Turismo del Comune di Napoli, con il supporto del Ministero della Cultura Portoghese e il patrocinio dell’Ambasciata del Portogallo in Italia, è organizzata dalla Fondazione Serralves di Porto con C.O.R. Creare Organizzare Realizzare di Alessandro Nicosia.
A cura di Robert Lubar Messeri, professore di storia dell’arte all’Institute of Fine Arts della New York University, sotto la preziosa guida di Francesca Villanti, direttore scientifico C.O.R., il
percorso espositivo riunisce ottanta opere tra quadri, disegni, sculture, collage e arazzi, tutte provenienti dalla straordinaria collezione di proprietà dello Stato portoghese in deposito
alla Fondazione Serralves di Porto.

TÊTE D’HOMME – Testa d’uomo – Head of a Man 12 gennaio 1935 – Olio e vernice a smalto (Ripolin) su cartone Oil and Ripolin on cardboard – 106 x 75 cm © Fundação de Serralves, Porto. Per tutte le opere di Joan Miró © Successió Miró by SIAE 2019. Photo: Filipe Braga © Fundação de Serralves, Porto – Tutte le opere appartengono alla Collezione dello Stato Portoghese in deposito presso la Fondazione Serralves

L’esposizione consiste in un excursus storico artistico che ripercorre la carriera di Mirò, tra i maggiori esponenti del Surrealismo, soffermandosi sulle ricerche dell’autore che hanno creato una svolta nell’arte del XX secolo. Mirò ha iniziato una ricerca sin dagli anni Venti che va ad esplorare il linguaggio dei segni, senza limitarsi nell’uso dei materiali e sapendo mischiare gli stessi.
Si possono osservare così opere composte da elementi e materiali tra i più disparati come per esempio un sacco di iuta, quale base per un arazzo o un vassoio per dolci di carta sul quale l’artista ha dipinto.

Dipinto, Painting, 1953, Olio su tela, Oil on canvas, 57 x 500 cm. © Fundação de Serralves, Porto. Per tutte le opere di Joan Miró © Successió Miró by SIAE 2019. Photo: Filipe Braga © Fundação de Serralves, Porto. Tutte le opere appartengono alla Collezione dello Stato Portoghese in deposito presso la Fondazione Serralves

L’essenzialità dei disegni si basa su un processo di riduzione e semplificazione che elimina qualsiasi traccia di illusionismo rappresentativo e di spazio. L’artista comincia a pensare alla superficie pittorica come a uno spazio destinato a segni e
iscrizioni piuttosto che come a finestre sul mondo.
Non sorprende, dunque, che la citazione che ci accoglie all’ingresso dica: “Questo è a malapena dipingere, ma non me ne frega un accidenti”.

APPARITIONS – Visioni – Visions 30 agosto 1935, Gouache e inchiostro di china su carta Gouache and India ink on paper, 30,5 x 37 cm © Fundação de Serralves, Porto. Per tutte le opere di Joan Miró © Successió Miró by SIAE 2019. Photo: Filipe Braga © Fundação de Serralves, Porto – Tutte le opere appartengono alla Collezione dello Stato Portoghese in deposito presso la Fondazione Serralves

In generale l’impianto della mostra è molto classico senza elementi interattivi né installazioni video tranne alla fine del percorso. Alle pareti vi sono i classici pannelli con i testi esplicativi di quanto stiamo andando a osservare nella sala. E’ stato pensato però un laboratorio didattico per i più piccoli che rientra nel progetto PanKids volto ad avvicinare i bambini all’arte permettendogli di imparare attraverso il gioco.
In generale, osservando le opere di Mirò, si ha l’impressione di camminare in un sogno, quello dell’artista ma in qualche modo anche il nostro. Un mondo nel quale non esistono più i normali confini spazio temporali. Un mondo in cui tutto può accadere e nel quale la materia umana e non solo possono essere semplificate all’estremo e scomposte in tanti elementi che sfociano a volte nell’assurdo.

INFO:
Joan Miró. Il linguaggio dei segni
PAN, Palazzo della Arti Napoli
Dal 25/09/2019 al 23/02/2020
Informazioni e prenotazioni: +39 334 1324281 – 081 7958601 – info@mostramironapoli.it

Orari: tutti i giorni dalle 9.30 alle 19.30; martedì chiuso
La biglietteria chiude un’ora prima

Biglietteria: Intero € 12,00 – Ridotto € 8,00 – Ridotto gruppi € 8,00 – Ridotto bambini € 5,00 – Ridotto scuole € 5,00

Speciale lunedì Universitario: Tutti i lunedì (eccetto i festivi) gli studenti universitari muniti di tesserino e documento di identità (senza limiti di età) potranno accedere con biglietto a € 6,00.
Per i gruppi e le scuole che visiteranno la mostra entro il 30 ottobre è riservata una promozione con riduzione sul biglietto d’ingresso:
gruppi € 7,00 (anziché € 8,00)
scuole € 4,00 (anziché € 5,00)
*senza alcun costo di prenotazione aggiuntivo

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