Barbie 2 rischia di saltare | Warner Bros. ha pochi mesi per trovare un accordo: il dubbio che divide Hollywood

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barbie_2_-_fortementein_1280(1)Le trattative con Mattel, i nuovi contratti del cast e il rischio di compromettere l’eredità del primo film rendono sempre più incerto il ritorno a Barbieland.

Il futuro di Barbie 2 potrebbe decidersi entro pochi mesi. Warner Bros. avrebbe infatti tempo fino a dicembre per rinnovare l’accordo con Mattel e mettere concretamente in moto il sequel del film diretto da Greta Gerwig. Nonostante il successo mondiale del primo capitolo, le trattative sembrano ancora lontane da una soluzione. Una situazione sorprendente per un titolo diventato immediatamente un fenomeno culturale, capace di superare 1,4 miliardi di dollari al botteghino internazionale, ottenere otto nomination agli Oscar e conquistare pubblico e critica.

In un’industria che tende a trasformare rapidamente ogni successo in un franchise, rinunciare a un secondo film sembrerebbe una scelta difficilmente comprensibile dal punto di vista commerciale. Eppure, nel caso di Barbie, il problema non riguarda soltanto gli incassi potenziali. Il primo film è stato concepito come un’opera autonoma, con un arco narrativo completo e una precisa identità creativa. Da una parte, quindi, esiste la possibilità di lasciare sul tavolo un’enorme occasione economica; dall’altra, c’è il rischio che un seguito costruito soprattutto per sfruttare la popolarità del marchio finisca per indebolire ciò che ha reso speciale il progetto originale.

Contratti da rinegoziare e un accordo che scade a dicembre

Il principale ostacolo alla realizzazione di Barbie 2 sarebbe di natura economica e contrattuale. Per assicurarsi la partecipazione di Greta Gerwig al primo film, Warner Bros. aveva accettato di non vincolare preventivamente il cast alla produzione di eventuali sequel. Una scelta eccezionale che oggi obbliga lo studio a ripartire da zero nelle trattative con i protagonisti. Riportare Margot Robbie e Ryan Gosling nei rispettivi ruoli richiederebbe compensi molto più elevati e nuove forme di partecipazione agli utili. Gosling, in particolare, punterebbe a un cachet di circa 20 milioni di dollari.

Il CEO di Warner Bros. Discovery, David Zaslav, sarebbe però riluttante ad accettare richieste economiche così onerose. A rendere la situazione ancora più delicata è la scadenza dell’accordo con Mattel: se lo studio non riuscisse a chiudere le intese necessarie entro dicembre, i diritti tornerebbero nelle mani dell’azienda produttrice della celebre bambola. A quel punto il progetto potrebbe essere completamente ripensato, con un nuovo regista, un altro cast e una diversa impostazione narrativa. Gerwig e Noah Baumbach avrebbero già una possibile idea per il seguito, ma non intenderebbero condividerla con lo studio prima della firma dei contratti.

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Il rischio di ripetere il caso Joker: Folie à Deux

Raggiungere un accordo sarebbe probabilmente la soluzione più redditizia per tutte le parti coinvolte, ma il successo commerciale non basta da solo a giustificare un sequel. Il precedente più evidente è quello di Joker: Folie à Deux. Il film di Todd Phillips ha mostrato quanto possa essere rischioso tornare su una storia nata come esperienza autonoma senza una necessità narrativa altrettanto forte. Il paragone non implica che Barbie 2 sia destinato allo stesso risultato, ma mette in evidenza un pericolo concreto: insistere su un secondo capitolo soltanto perché il primo ha incassato cifre straordinarie potrebbe produrre una risposta divisiva e intaccare l’eredità del film originale.

La stessa Margot Robbie, parlando nel 2023 dell’attività della sua società LuckyChap Entertainment, aveva osservato come dopo ogni grande successo scatti ormai una richiesta quasi automatica di nuovi capitoli. L’attrice aveva inoltre ricordato che Barbie non era stato progettato come l’inizio di una trilogia. Anche Greta Gerwig ha raccontato di essere arrivata alla fine della lavorazione del primo film completamente svuotata dal punto di vista creativo. Ritrovare la stessa energia e una motivazione artistica autentica sarebbe dunque indispensabile per evitare che il ritorno a Barbieland appaia come una semplice operazione commerciale.

A complicare ulteriormente il quadro ci sono gli impegni dei protagonisti. Margot Robbie è coinvolta nel prequel di Ocean’s Eleven, mentre Ryan Gosling è impegnato con Star Wars: Starfighter. Coordinare le agende, definire i compensi e ottenere una nuova storia convincente entro la scadenza rappresenta quindi una sfida notevole. La perdita di Barbie 2 sarebbe senza dubbio un’occasione economica mancata per Warner Bros. e Mattel, ma procedere senza Gerwig, Robbie, Gosling o senza un’idea davvero necessaria potrebbe rivelarsi ancora più dannoso. Il sequel avrà senso soltanto se riuscirà a trovare una nuova ragione per esistere, oltre all’enorme successo del suo predecessore.