
Mary Elizabeth Winstead guida il nuovo thriller distopico del regista de Il buco, tra satira sociale e apocalisse economica.
Dopo aver conquistato il pubblico internazionale con Il buco, il regista basco Galder Gaztelu-Urrutia torna a esplorare i temi delle disuguaglianze sociali con Rich Flu, un thriller fantascientifico che parte da un’idea semplice quanto inquietante: cosa accadrebbe se una malattia mortale iniziasse a colpire esclusivamente le persone più ricche del pianeta?
Il film, in arrivo nelle sale e in digitale negli Stati Uniti, propone una nuova metafora sociale costruita attorno al rapporto tra denaro, privilegi e sopravvivenza. Se ne Il buco il cibo rappresentava la distribuzione iniqua delle risorse, questa volta il bersaglio è direttamente la ricchezza. In un mondo dove il denaro è sempre stato sinonimo di sicurezza e potere, Rich Flu immagina uno scenario in cui possedere troppo diventa improvvisamente una condanna a morte.
Mary Elizabeth Winstead al centro di un incubo finanziario
La protagonista della storia è Laura, interpretata da Mary Elizabeth Winstead. La donna scopre l’esistenza del misterioso virus durante un’esclusiva asta di lusso, quando uno dei partecipanti muore improvvisamente sotto gli occhi degli invitati. Quello che inizialmente sembra un episodio isolato si trasforma presto in una crisi globale: il contagio colpisce infatti soltanto chi possiede immense fortune.
All’inizio Laura pensa di essere al sicuro. La sua ricchezza non sembra sufficiente per rientrare tra i bersagli della malattia. Tuttavia la situazione precipita rapidamente. Dopo aver eliminato miliardari e grandi magnati, il virus inizia infatti a colpire categorie sempre meno esclusive, estendendosi progressivamente ai multimilionari e poi a patrimoni inferiori. Nel frattempo la posizione economica della protagonista continua a migliorare, trasformando ogni nuovo successo finanziario in una potenziale minaccia per la sua stessa vita.
Il regista de Il buco torna a parlare di disuguaglianze e privilegi
Come già accaduto nel suo film più famoso, Gaztelu-Urrutia utilizza la fantascienza per costruire una riflessione sociale immediata e provocatoria. Rich Flu si apre significativamente con una citazione di Henry David Thoreau: «Un uomo è ricco in proporzione al numero di cose delle quali può fare a meno». Una frase che sintetizza perfettamente il cuore del racconto e anticipa il paradosso che i protagonisti saranno costretti ad affrontare.
Per sopravvivere, infatti, i più abbienti dovranno rinunciare ai propri privilegi e imparare a vivere senza il denaro che li ha sempre definiti. La povertà, normalmente considerata una condizione da evitare, diventa improvvisamente l’unica via di salvezza. Accanto a Mary Elizabeth Winstead il cast comprende anche Rafe Spall, Lorraine Bracco, Timothy Spall, Dixie Egerickx, Jonah Hauer-King e César Domboy. Con una premessa originale e un forte sottotesto sociale, Rich Flu si presenta come uno dei thriller distopici più curiosi dell’anno, capace di trasformare la ricchezza da simbolo di successo a causa di un’implacabile corsa contro il tempo.
