
L’attrice interpreta una regista colpita da un tumore al seno, affrontando sullo schermo un tema che ha segnato profondamente la sua famiglia e le sue scelte.
Angelina Jolie torna al cinema con Couture, il nuovo film scritto e diretto da Alice Winocour, già regista di Mustang, Proxima e Riabbracciare Parigi. La pellicola arriverà nelle sale italiane il 26 agosto 2026 e porterà sullo schermo una storia ambientata nel mondo dell’alta moda, osservato però da una prospettiva lontana dal consueto fascino delle passerelle. Al centro del racconto ci sono la fragilità del corpo, la paura provocata da una diagnosi e il tentativo di ricomporre la propria vita dopo un cambiamento improvviso.
Il progetto possiede un significato particolare per Jolie, coinvolta anche come produttrice. L’attrice non ha avuto un tumore al seno, ma nel 2013 ha reso pubblica la decisione di sottoporsi a una doppia mastectomia preventiva dopo avere scoperto di essere portatrice di una mutazione del gene BRCA1. Una scelta maturata anche alla luce della storia oncologica della sua famiglia. Interpretare una donna costretta ad affrontare una diagnosi ha quindi riavvicinato Jolie a paure e riflessioni conosciute nella vita reale, trasformando il film in un’esperienza professionale particolarmente intima.
Couture intreccia moda, malattia e vite femminili
La storia si svolge a Parigi durante la Fashion Week. Angelina Jolie interpreta Maxine Walker, una regista americana arrivata nella capitale francese per realizzare un cortometraggio commissionato da una prestigiosa casa di moda. Quello che dovrebbe rappresentare un incarico importante per la sua carriera cambia improvvisamente direzione quando la donna scopre di avere un cancro al seno. La diagnosi la obbliga a confrontarsi con il proprio corpo, con le decisioni prese fino a quel momento e con un futuro che appare improvvisamente più incerto.
Il percorso di Maxine si intreccia con quello di altre donne impegnate dietro le quinte dell’industria della moda. Anyier Anei interpreta Ada, una giovane modella entrata in un ambiente affascinante ma pieno di pressioni, mentre Ella Rumpf presta il volto ad Angèle, una truccatrice con desideri e ambizioni che vanno oltre il lavoro svolto all’ombra delle passerelle. Le loro esperienze, pur partendo da condizioni molto diverse, finiscono per incontrarsi e mettere in discussione l’immagine che ciascuna ha costruito di sé. Anche il titolo richiama il verbo francese legato al cucire, diventando una metafora delle ferite e dei legami attraverso i quali le protagoniste cercano di ricomporre le proprie esistenze.

L’esperienza di Angelina Jolie e il messaggio del film
Il legame tra il ruolo e la storia personale di Angelina Jolie attribuisce alla sua interpretazione un peso particolare. L’attrice ha spiegato di trovare spesso una forma di catarsi nel proprio lavoro, considerandola uno dei privilegi della professione artistica. Durante la realizzazione di Couture, però, era soprattutto consapevole delle persone che avrebbero potuto riconoscersi nella vicenda di Maxine. Il suo pensiero era rivolto alle donne e agli uomini che, dall’altra parte dello schermo, stanno affrontando una malattia o accompagnando una persona cara durante un percorso simile.
Jolie spera che la condivisione di un’esperienza tanto delicata possa aiutare gli spettatori a sentirsi meno soli e a trovare il proprio modo di affrontare situazioni capaci di cambiare la vita. Couture non utilizza quindi la moda soltanto come ambientazione, ma mette in contrasto la ricerca di immagini perfette con la vulnerabilità reale dei corpi e delle persone che lavorano dietro di esse. Attraverso Maxine, Ada e Angèle, il film racconta tre donne alle prese con paure, aspettative e trasformazioni differenti, unite dal bisogno di riprendere il controllo delle proprie scelte. Per Angelina Jolie, questa storia diventa anche l’occasione per tornare a parlare di salute femminile e prevenzione senza presentare la propria esperienza come un modello valido per tutte, ma come un percorso individuale da condividere con attenzione. L’appuntamento nelle sale italiane è fissato per il 26 agosto 2026.
