
Dal 1° settembre La legge di Lidia Poët approda in prima serata su Rai 1: dietro i misteri della fiction c’è la vicenda reale della prima donna ammessa all’Albo degli avvocati in Italia.
Dopo il successo ottenuto su Netflix, La legge di Lidia Poët arriva anche sulla televisione generalista. La prima stagione della serie con Matilda De Angelis debutta infatti su Rai 1 dal 1° settembre 2026, riportando al centro dell’attenzione una protagonista diventata uno dei personaggi più riconoscibili della serialità italiana recente. Tra processi, omicidi, intrighi e una Torino di fine Ottocento ricostruita con grande libertà narrativa, la serie parte però da un fatto realmente accaduto: l’esclusione di Lidia Poët dalla professione forense soltanto perché donna, nonostante avesse completato gli studi e superato regolarmente gli esami necessari.
Creata da Guido Iuculano e Davide Orsini e prodotta da Groenlandia, la serie ha debuttato su Netflix il 15 febbraio 2023. La prima stagione comprende sei episodi diretti da Matteo Rovere e Letizia Lamartire. Accanto a Matilda De Angelis troviamo Eduardo Scarpetta nel ruolo del giornalista Jacopo Barberis, Pier Luigi Pasino nei panni di Enrico Poët, oltre a Sara Lazzaro, Sinéad Thornhill e Dario Aita. La fiction trasforma Lidia in una figura brillante, insofferente alle convenzioni e dotata di un grande intuito investigativo, ma il suo vero punto di partenza resta la discriminazione giuridica subita dalla protagonista storica.
Dalla fiction alla realtà: chi era davvero Lidia Poët
La vera Lidia Poët nacque il 26 agosto 1855 a Traverse, in Val Germanasca, in Piemonte. Dopo gli studi si iscrisse alla facoltà di Giurisprudenza dell’Università di Torino e si laureò il 17 giugno 1881, con una tesi che affrontava anche temi legati alla condizione femminile e al diritto di voto delle donne. Completò il praticantato, superò l’esame di abilitazione e nel 1883 presentò domanda per essere iscritta all’Ordine degli Avvocati e Procuratori di Torino. Il Consiglio accolse la richiesta a maggioranza, rendendola di fatto la prima donna ammessa all’Albo degli avvocati in Italia.
Quella conquista durò però pochissimo. Il Procuratore generale del Re si oppose e la Corte d’Appello di Torino annullò l’iscrizione sostenendo che una donna non potesse esercitare l’avvocatura. Lidia Poët portò la battaglia fino alla Cassazione, ma il 18 aprile 1884 il suo ricorso venne respinto. Il nodo non riguardava la preparazione professionale, che era completa, ma il suo sesso. Le motivazioni dell’epoca richiamavano il ruolo pubblico della professione e perfino argomentazioni legate alla presunta inadeguatezza della presenza femminile nelle aule giudiziarie. Dopo la cancellazione dall’Albo, Poët continuò a lavorare nello studio del fratello Enrico, contribuendo alla preparazione delle cause senza poter firmare atti o rappresentare autonomamente i clienti davanti ai tribunali.

Cosa inventa la serie e quando va in onda su Rai 1
La serie utilizza dunque un nucleo storico autentico, ma costruisce attorno a esso una trama molto più libera. Nella fiction, Lidia affronta omicidi, processi e misteri differenti in ogni episodio, diventando quasi una detective ante litteram. La relazione con il giornalista Jacopo Barberis, così come altre dinamiche sentimentali e personaggi come Andrea Caracciolo, appartengono invece all’invenzione televisiva. Anche i singoli casi criminali sono frutto della sceneggiatura. Resta invece fedele alla realtà la lotta di Lidia contro un sistema che le aveva riconosciuto formalmente i requisiti per esercitare e poi le aveva tolto quel diritto esclusivamente perché donna.
La sua battaglia continuò per decenni e non riguardò soltanto l’accesso alla professione. Lidia Poët si interessò anche alla condizione dei detenuti, alla tutela dei minori e degli emarginati, alla riforma penitenziaria, all’emancipazione femminile e al suffragio. La svolta arrivò con la legge 17 luglio 1919, n. 1176, che aprì alle donne l’accesso alle professioni. Nel 1920, a 65 anni, Poët poté finalmente iscriversi di nuovo all’Albo ed esercitare ufficialmente come avvocata. Morì a Diano Marina il 25 febbraio 1949. Su Rai 1, invece, la storia riparte dall’inizio: i primi due episodi andranno in onda martedì 1° settembre alle 21:30, gli episodi 3 e 4 saranno trasmessi l’8 settembre, mentre gli ultimi due arriveranno il 9 settembre. Su Netflix il percorso della serie si è già concluso con la terza e ultima stagione distribuita nell’aprile 2026, ma per il pubblico della Rai tutto comincia nuovamente da quella sentenza del 1883 che trasformò una vicenda personale in una pagina della storia italiana.
