La passione per la genealogia e le ricerche genealogiche è assai diffusa e non c’è neppure più bisogno di scartabellare tra autorizzazioni, carte polverose e annunci mortuari sui giornali per trovare i propri antenati: tutto, o quasi, ormai si può fare online, registrandosi ai vari siti e portali che offrono servizi per aiutare nella ricostruzione delle proprie radici familiari, da ricerche sui database fino ai test del DNA per accertare le parentele o trovare rami sconosciuti della famiglia. 

Da dove partire? Come è possibile rintracciare i propri antenati?Tra gli archivi più “curiosi” e più consultati  con oltre 150milioni di pagine viste all’anno, c’è il Portale degli antenati attraverso il quale chiunque può andare a cercare la storia della propria famiglia, e non solo. A cura dell’Istituto Centrale per gli Archivi (ICAR), dal 2012 il Portale costituisce la principale risorsa online per la ricerca genealogica e per le storie di famiglia in Italia.
La ricerca delle proprie origini e la ricostruzione della propria storia familiare mira, in primo luogo, a rintracciare, le affinità e relazioni parentali, ma la ricostruzione del filo genealogico, della tavola degli ascendenti per quarti e dell’albero genealogico di una famiglia, non rappresenta che il primo passo per avanzare nella conoscenza dei propri antenati, che diventa più profonda e ravvicinata attraverso la ricerca di documenti che ne testimoniano i modi di vita, il grado di istruzione, i luoghi dove essi hanno abitato e hanno trascorso la loro esistenza, le professioni e i mestieri che hanno esercitato, ecc. Dalle loro storie particolari può scaturire un quadro complesso e articolato della società italiana attraverso le generazioni. Nelle vicende di molte famiglie si nascondono perle di cronaca locale, a volte anche eventi storici, che solo la trasmissione orale conserva.

 

Nel risalire i secoli, per recuperare informazioni e documenti sulla propria storia familiare, si deve fare i conti con enormi ostacoli: le fonti documentarie, soprattutto per l’epoca più antica, sono rare e i dati anagrafici sono instabili, in particolare il cognome.

Il Portale degli antenati è una grande risorsa con i suoi oltre 74 milioni di immagini, quasi un milione di registri di stato civile pubblicati e in continuo incremento. Qui è possibile consultare gratuitamente le riproduzioni digitali dei documenti e, più raramente, altre fonti di carattere genealogico e anagrafico, conservate presso i singoli archivi di Stato italiani, utilizzando anche, laddove siano presenti, le banche dati degli indici dei nomi citati nei registri.

Ma come funziona? Le riproduzioni dei registri di stato civile sono organizzate sulla base degli archivi di Stato che conservano i documenti originali e che sono elencati nella sezione Sfoglia i registri. È possibile anche cercare i registri di un determinato comune, di una determinata serie (nati, matrimoni, morti, ecc.) oppure fare la ricerca per data o estremi cronologici nella sezione Trova i registri.
Per ciascun archivio di Stato, inoltre, sono descritte le principali fonti conservate e si trovano segnalate le banche dati online, nonché altra documentazione genealogica presente negli Istituti di conservazione del territorio. Dopo aver geolocalizzato i singoli archivi di Stato, un indicatore colorato segnala se la documentazione è stata pubblicata nella sua interezza, se la pubblicazione è in corso o è avvenuta solo parzialmente, se la pubblicazione dello stato civile non è ancora avvenuta ma sono in corso le attività di digitalizzazione e infine se la documentazione dello stato civile è assente nel relativo archivio di Stato. È stata introdotta anche la possibilità di cercare il Comune, visto che, molto spesso, l’utente non conosce in quale archivio di Stato è conservata la documentazione oggetto della ricerca: con la Ricerca per comune o località è dunque possibile individuare i relativi registri di stato civile pubblicati e l’archivio di Stato che li conserva.

“Eternamente vivi” come li ha definiti Andrea Camilleri, gli Archivi hanno un inestimabile valore culturale, storico, civile e anche economico. Si stima infatti che i 101 Archivi di Stato italiani, che conservano da soli 1.500 km di documenti, raggiungano un valore di quasi 150 miliardi di euro.

 

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