Se domani non torno prende forma | Il film su Giulia Cecchettin: la prima immagine

Terminate le riprese del progetto di Paola Randi, ispirato a una vicenda che ha segnato l’Italia.

Arrivano le prime immagini dal set di Se domani non torno, il nuovo film diretto da Paola Randi che prende spunto dalla tragica vicenda di Giulia Cecchettin, uccisa nel 2023. Il progetto nasce dall’esigenza di trasformare una storia reale e dolorosa in un racconto cinematografico capace di riflettere sulla violenza di genere e sulle sue conseguenze.

Il film si ispira anche al libro “Cara Giulia”, scritto dal padre Gino Cecchettin insieme a Marco Franzoso, e alla poesia dell’attivista peruviana Cristina Torre Cáceres, da cui prende il titolo. Le riprese si sono concluse dopo circa 6 settimane e si sono svolte interamente in Veneto, mentre l’uscita nelle sale è prevista per il 5 novembre 2026.

Un film tra racconto personale e denuncia sociale

Al centro della narrazione c’è una storia familiare e collettiva allo stesso tempo. Il cast vede Filippo Timi nel ruolo di Gino Cecchettin e Sabrina Martina nei panni di Giulia, affiancati da Tecla Bossi e Tommaso Allione, che interpretano rispettivamente la sorella e il fratello della giovane.

La sceneggiatura, firmata dalla stessa Paola Randi insieme a Lisa Nur Sultan, si muove tra dimensione intima e riflessione sociale, cercando di restituire non solo i fatti, ma anche il contesto emotivo e culturale in cui si inseriscono. L’obiettivo è raccontare una vicenda che ha colpito profondamente l’opinione pubblica, senza ridurla a cronaca ma trasformandola in memoria condivisa.

La diffusione della prima foto dal set, che mostra la protagonista, segna un passaggio importante nella promozione del film, destinato a diventare uno dei titoli più discussi della prossima stagione cinematografica.

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La poesia simbolo e il messaggio contro la violenza

Il titolo del film richiama il verso finale di una poesia scritta nel 2011 da Cristina Torre Cáceres, diventata negli anni un simbolo internazionale della lotta contro il femminicidio. Il testo, nato dopo un caso di violenza in Messico, è stato condiviso in tutto il mondo, in particolare all’interno del movimento Ni una menos, e ha assunto un significato ancora più forte dopo la morte di Giulia Cecchettin.

La poesia si presenta come una lettera immaginaria di una figlia alla madre, in cui si denuncia il meccanismo di colpevolizzazione delle vittime e si invita a reagire, a non accettare il silenzio e a trasformare il dolore in azione. È proprio questa dimensione simbolica a rendere il progetto cinematografico particolarmente delicato e significativo.

Con Se domani non torno, il cinema prova a confrontarsi con una realtà complessa e dolorosa, portando sul grande schermo una storia che continua a interrogare la società e a chiedere risposte, tra memoria, consapevolezza e bisogno di cambiamento.