Su Prime Video non c’è solo The Boys | La serie supereroistica dimenticata da recuperare: tra ironia e umanità | Perché oggi vale più di prima

Prima del successo globale di The Boys, una serie aveva già reinventato i supereroi in modo sorprendente

Quando si parla di supereroi fuori dagli schemi su Prime Video, il primo titolo che viene in mente è quasi sempre The Boys. La serie creata da Eric Kripke ha ridefinito il genere con il suo tono irriverente e la critica al potere, ma non è stata la prima a percorrere questa strada. Anni prima, infatti, la piattaforma aveva già sperimentato con un progetto capace di anticipare molte delle dinamiche oggi diventate centrali: The Tick.

Lanciata nel 2016, la serie si è inserita in un panorama ancora dominato da eroi tradizionali, proponendo una visione diversa e più ironica del genere. Basata sul fumetto di Ben Edlund, The Tick ha costruito la propria identità su un equilibrio delicato tra comicità e introspezione, riuscendo a raccontare una storia di supereroi senza rinunciare alla profondità dei personaggi.

Un duo improbabile tra comicità e fragilità

Al centro della narrazione troviamo un’accoppiata atipica: da un lato The Tick, interpretato da Peter Serafinowicz, un eroe entusiasta e sopra le righe, quasi caricaturale nel suo ottimismo. Dall’altro Arthur Everest, interpretato da Griffin Newman, un personaggio fragile, ansioso e lontano dagli stereotipi del supereroe classico.

Arthur è convinto che il pericoloso villain The Terror sia ancora vivo, nonostante tutti lo credano morto. Questo sospetto diventa il punto di partenza di una storia che mescola mistero, azione e momenti di forte introspezione. Il rapporto tra i due protagonisti, costruito sul contrasto tra sicurezza e insicurezza, rappresenta il vero cuore della serie, rendendola diversa da molte produzioni dello stesso genere.

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Una serie in anticipo sui tempi

Nonostante il buon riscontro della critica, The Tick è stata cancellata nel 2019 dopo appena 2 stagioni. Una decisione che molti fan considerano ancora oggi prematura, soprattutto alla luce del successo successivo di serie come The Boys, che hanno portato al grande pubblico un tipo di narrazione simile.

Guardando indietro, è evidente come The Tick abbia contribuito a tracciare una nuova direzione per il genere supereroistico, puntando su personaggi imperfetti, vulnerabili e profondamente umani. Non eroi invincibili, ma individui alle prese con paure, insicurezze e aspettative difficili da sostenere.

Oggi, proprio per questo motivo, la serie assume un valore diverso: non solo come prodotto da recuperare, ma come tassello fondamentale nell’evoluzione delle storie di supereroi. Per chi ha apprezzato The Boys, rappresenta un’occasione per scoprire da dove nasce questo modo di raccontare il genere e perché continua a funzionare così bene.