
La serie dedicata alla lotta contro la ’Ndrangheta è scomparsa dal catalogo pochi giorni dopo il lancio e le spiegazioni restano incomplete.
La permanenza di World Wide Mafia su Disney Plus è stata sorprendentemente breve. La docuserie, arrivata sulla piattaforma il 20 maggio, è stata rimossa dal catalogo dopo meno di due settimane dalla pubblicazione. Il progetto racconta il contrasto alla ’Ndrangheta attraverso il lavoro del procuratore capo della Procura di Napoli, Nicola Gratteri, e approfondisce anche i risvolti dell’operazione Rinascita Scott, una delle più importanti indagini contro la criminalità organizzata degli ultimi anni.
La scomparsa improvvisa della serie ha generato numerose domande tra gli spettatori, soprattutto tra coloro che avevano scelto di guardarla subito dopo il debutto. Le motivazioni ufficiali non sono state chiarite nel dettaglio, ma nelle ore successive alla rimozione hanno iniziato a circolare diverse ipotesi. Da una parte si è parlato di questioni legate alla post-produzione e a possibili problemi tecnici. Dall’altra, invece, è emersa una vicenda più delicata che coinvolgerebbe uno dei protagonisti intervistati nel corso della produzione.
Le indiscrezioni sulla diffida e il caso del collaboratore di giustizia
Secondo le ricostruzioni emerse nelle ultime settimane, al centro della vicenda ci sarebbe il collaboratore di giustizia Emanuele Mancuso. L’uomo avrebbe manifestato preoccupazioni riguardo alla propria sicurezza personale dopo la diffusione della docuserie. In particolare, la contestazione riguarderebbe il trattamento della sua intervista. Sebbene il volto fosse stato oscurato, la voce non sarebbe stata modificata in maniera sufficiente da impedirne il riconoscimento.
Per questa ragione, attraverso i propri legali, Mancuso avrebbe deciso di revocare il consenso precedentemente concesso alla partecipazione nel progetto. La sua posizione sarebbe legata al timore che elementi presenti nella serie possano consentire di associarlo alla sua nuova identità e alla sua attuale condizione di vita. La legale Antonia Nicolini ha spiegato che il suo assistito avrebbe intrapreso iniziative legali proprio per tutelare la propria incolumità. Secondo questa interpretazione, la rimozione temporanea della docuserie sarebbe servita a consentire eventuali modifiche tecniche necessarie a garantire una maggiore protezione dei soggetti coinvolti.
Nonostante le numerose indiscrezioni, non sono arrivate conferme definitive da parte dei principali protagonisti della vicenda. Lo stesso Nicola Gratteri ha dichiarato di non conoscere le ragioni precise che hanno portato all’oscuramento della serie. Il magistrato ha spiegato di non avere rapporti diretti né con la piattaforma streaming né con la produzione e di essere venuto a conoscenza della situazione soltanto attraverso i messaggi ricevuti da amici, colleghi e spettatori interessati a capire cosa fosse accaduto.

Le incognite sul ritorno della serie in catalogo
Al momento non esiste una data ufficiale per il possibile ritorno di World Wide Mafia su Disney Plus. La piattaforma ha fatto riferimento alla necessità di intervenire su alcuni aspetti tecnici legati alla post-produzione, senza però fornire ulteriori dettagli pubblici. Questa posizione ha contribuito ad alimentare dubbi e interpretazioni differenti tra gli osservatori e tra coloro che seguono da vicino il progetto.
Anche il regista Jacques Charmelot ha manifestato sorpresa per quanto accaduto, spiegando di non aver ricevuto comunicazioni chiare sulle ragioni che hanno portato alla rimozione della docuserie. L’assenza di informazioni dettagliate da parte dei soggetti coinvolti ha lasciato aperti numerosi interrogativi sul futuro dell’opera e sulle eventuali modifiche richieste prima di una nuova distribuzione.
Nel frattempo, il caso continua ad attirare attenzione perché coinvolge un tema particolarmente delicato: l’equilibrio tra il racconto giornalistico e documentaristico di vicende legate alla criminalità organizzata e la necessità di garantire la sicurezza delle persone che decidono di collaborare con la giustizia. Finché non arriveranno chiarimenti ufficiali, la docuserie resterà fuori dal catalogo e gli spettatori dovranno attendere per capire se tornerà disponibile nella sua forma originale oppure con interventi destinati a tutelare maggiormente i protagonisti delle testimonianze raccolte.
