Quando uscì fu un flop, ma questo film sui Supereroi è ancora un piccolo capolavoro dopo 35 anni | Altro che DC e Marvel

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Prima dell’era Marvel e molto lontano dai supereroi contemporanei, un’avventura pulp riuscì a conquistare una generazione di appassionati.

Quando si parla di film sui supereroi, il pensiero corre quasi sempre ai grandi universi condivisi di Marvel e DC. Eppure esiste un titolo che, pur non appartenendo a nessuna delle due case editrici, continua a essere considerato uno dei migliori esempi del genere. A distanza di oltre trent’anni dalla sua uscita, The Rocketeer viene ancora celebrato come un piccolo cult capace di anticipare molte delle caratteristiche che oggi associamo ai cinecomic moderni.

Distribuito nel 1991, il film arrivò in un periodo molto diverso da quello attuale. I film tratti dai fumetti erano ancora una rarità e il successo di Batman aveva appena dimostrato che il pubblico era disposto a seguire questo tipo di storie sul grande schermo. Nonostante le aspettative, però, The Rocketeer non riuscì a conquistare il botteghino come sperato.

Il supereroe dimenticato che arrivava dagli anni Trenta

Diretto da Joe Johnston, il film racconta la storia di Cliff Secord, giovane pilota che scopre uno speciale zaino-razzo sperimentale capace di permettergli di volare. Dopo averlo utilizzato per salvare una vita, il ragazzo si ritrova coinvolto in una pericolosa corsa contro criminali, agenti federali e misteriosi nemici interessati alla tecnologia.

Uno degli elementi che ancora oggi distingue The Rocketeer è la sua ambientazione. La vicenda si svolge infatti nel 1938, in un’America ispirata ai grandi serial d’avventura e ai racconti pulp dell’epoca. Il film omaggia apertamente quel mondo fatto di aviatori, gangster, spie e invenzioni straordinarie, ricostruendo con grande attenzione l’estetica del periodo.

Nel cast figurano nomi importanti come Billy Campbell, Jennifer Connelly, Alan Arkin, Timothy Dalton e Terry O’Quinn. Quest’ultimo interpreta una versione romanzata di Howard Hughes, figura storica realmente esistita che gioca un ruolo centrale nella trama.

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Perché oggi viene considerato un cult assoluto

Al momento dell’uscita il film non riuscì a raggiungere i risultati economici sperati. Con un incasso mondiale di poco superiore ai 46 milioni di dollari, a fronte di un budget molto elevato per l’epoca, il progetto venne considerato una delusione commerciale. Negli anni successivi, però, il giudizio del pubblico cambiò radicalmente.

Molti appassionati hanno infatti riscoperto le qualità di un’opera che privilegiava il senso dell’avventura rispetto allo spettacolo fine a sé stesso. A differenza di molti cinecomic moderni, The Rocketeer punta sulla meraviglia, sul carisma del protagonista e su una narrazione semplice ma coinvolgente. Il film riesce inoltre a trasmettere un forte senso di ottimismo e di eroismo classico che oggi appare quasi nostalgico.

Non è un caso che molti osservatori abbiano individuato un legame diretto tra The Rocketeer e Captain America: Il primo Vendicatore, diretto vent’anni dopo dallo stesso Joe Johnston. Le atmosfere rétro, il protagonista idealista e il contesto storico mostrano infatti evidenti punti di contatto tra le due produzioni.

Il personaggio nasce da un fumetto indipendente creato da Dave Stevens negli anni Ottanta e pubblicato fuori dai grandi circuiti Marvel e DC. Proprio questa origine contribuisce ancora oggi al suo fascino particolare. Pur non avendo generato un franchise cinematografico di successo, The Rocketeer continua a essere ricordato come un esempio di cinema d’avventura elegante, sincero e sorprendentemente moderno.

Trentacinque anni dopo il debutto nelle sale, il film conserva una base di fan estremamente affezionata e viene spesso citato tra i migliori cinecomic non appartenenti ai due grandi colossi dei fumetti. Un risultato che dimostra come alcune opere riescano a trovare il proprio pubblico anche molto tempo dopo la loro uscita, trasformando un apparente insuccesso in un vero classico di culto.