We Love Enzo IV edizione, D-Day 70° per Annibale Ruccello tra teatro e memoria viva | Una presenza che resta
All’interno della quarta edizione di We Love Enzo, torna alla Sala Assoli Moscato un appuntamento dal forte valore simbolico, emotivo e culturale. Il 7 febbraio, alle ore 20:30, va in scena D-Day 70°, una serata speciale pensata come gesto di memoria e omaggio ad Annibale Ruccello, nel giorno in cui l’attore e drammaturgo stabiese avrebbe compiuto settant’anni. Un evento che attraversa teatro, cinema e ascolto, trasformando il ricordo in materia viva, capace di interrogare ancora il presente.
Il titolo “D-Day 70°” non è casuale. Evoca un giorno decisivo, un punto di non ritorno, un momento in cui la memoria non si limita a commemorare ma diventa atto attivo, sguardo critico, trasmissione. Al centro della serata c’è il dialogo ideale tra due figure fondamentali della scena contemporanea, Enzo Moscato e Annibale Ruccello, due voci che hanno segnato in modo profondo e irreversibile la drammaturgia napoletana e italiana, lasciando un’eredità ancora pulsante.
Il dialogo tra Moscato e Ruccello, oltre la commemorazione
Casa del Contemporaneo sceglie di ricordare Annibale Ruccello attraverso un dispositivo che rifiuta ogni retorica celebrativa. D-Day 70° è costruito come un attraversamento di linguaggi e di sguardi, dove parola, ascolto e visione si intrecciano per restituire la complessità di un rapporto umano e artistico unico. Il cuore della serata è rappresentato dai testi scritti da Enzo Moscato e dedicati a Ruccello, memorie intime, appunti, riflessioni e scritture critico-affettive composte nel corso degli anni.
Non si tratta di testi commemorativi in senso tradizionale, ma di pensieri liberi, dediche vibranti, profili tracciati da un autore che guarda un altro autore con affetto, lucidità e tensione critica. Parole che nascono da un confronto vivo, da un dialogo che non si è mai interrotto, e che restituiscono un ritratto profondo e non pacificato di Ruccello, lontano da ogni semplificazione o mitizzazione.
Le letture sono curate da Annalisa D’Amato, con il coinvolgimento degli allievi attori della Scuola del Teatro di Napoli – Teatro Nazionale. Un passaggio generazionale fondamentale, che trasforma la memoria in trasmissione, affidando a nuove voci il compito di dare corpo e respiro a scritture nate dal dolore della perdita e dalla forza dell’amicizia artistica.
Il legame tra Moscato e Ruccello ha attraversato e segnato la stagione della cosiddetta nuova drammaturgia napoletana, condividendone il fervore creativo, le affinità estetiche e una comune visione del teatro come luogo di conflitto, di verità e di rischio. La loro amicizia, fatta di stima profonda e di intesa intellettuale, continua a riverberare nelle parole, nei testi e nelle opere che ancora oggi parlano al pubblico.
Teatro, cinema e ascolto: un atto di continuità
La serata prosegue con la proiezione de “L’ereditiera”, scritto da Annibale Ruccello e Lello Guida e diretto da Arturo Cirillo. Un’opera che permette di rientrare nel mondo drammaturgico di Ruccello attraverso il linguaggio cinematografico, mantenendo intatta la forza visionaria e perturbante della sua scrittura.
Accanto alla proiezione, il pubblico potrà vivere un’esperienza di ascolto intima e immersiva grazie alla possibilità di seguire in cuffia la versione radiofonica di “Le cinque rose di Jennifer”, radiodramma interpretato da Enzo Moscato con la regia di Antonio Capuano. A partire dal 7 febbraio, l’ascolto del radiodramma sarà disponibile per tutta la durata di We Love Enzo, fino al 22 febbraio, diventando parte integrante del percorso della rassegna.
“D-Day 70°” si configura così come un atto di continuità, un gesto che tiene insieme passato e presente, parola scritta e voce, immagine e ascolto. Le parole di Moscato, le opere di Ruccello, le interpretazioni e i materiali audiovisivi diventano corpo vivo di una memoria che non si limita a ricordare, ma continua a interrogare, a mettere in crisi, a generare senso.
L’evento si terrà il 7 febbraio alle ore 20:30 presso la Sala Assoli Moscato, con ingresso libero fino a esaurimento posti. Un’occasione preziosa per attraversare una memoria teatrale che resta necessaria, urgente, capace di parlare ancora al nostro tempo.
