Dal 9 marzo scorso Mattel ha dato il via in tutto il mondo alle celebrazioni per il 60° anniversario di Barbie, la fashion doll più famosa al mondo, che fin dal 1959 si pone come missione del brand ispirare il potenziale infinito che c’è in ogni bambina.

Come afferma Ruth Handler, creatrice di Barbie e coo-fondatrice di Mattel: “Ad ispirarmi nella creazione di Barbie è stata la volontà che, attraverso la bambola, le bambine potessero immaginare di essere tutto ciò che desiderano”. Fin dal 1959, infatti, la missione del brand è quella di dare valore al potenziale infinito delle bambine affinchè siano consapevoli di poter raggiungere qualunque traguardo. Per il suo 60° anniversario, con un programma di ricerca dedicato, Barbie ha puntato i riflettori sul Dream Gap”: quel fenomeno che si verifica nelle bambine intorno ai 5 anni e che le porta a perdere fiducia nelle proprie capacità. Infatti, a dispetto dei loro coetanei di sesso maschile, intorno a quest’età le bambine smettono di credere di poter intraprendere alcune carriere. Con l’obiettivo di accrescere la consapevolezza e l’attenzione sui fattori che ad oggi causano questo fenomeno, Barbie ha lanciato la campagna #ChiudiamoIlDreamGap al fine di sensibilizzare maggiormente famiglia, scuola e società su questo argomento.

In occasione del suo 60° anniversario, il brand ha deciso di celebrare a livello globale la più ampia scala di modelli femminili, con l’obiettivo di poter ispirare la futura generazione di donne.

In Italia le celebrazioni sono iniziate a Marzo con la chef stellata Rosanna Marziale, per poi proseguire ad Aprile con Elisa, cantautrice, polistrumentista e produttrice musicale, a Maggio con Sandra Savaglio, Astrofisica e a settembre con Alberta Ferretti, stilista affermata nota in tutto il mondo. A chiusura dell’anno di celebrazioni per i 60 anni di Barbie è ora la volta di un personaggio che non ha bisogno di presentazioni: Bebe Vio.

 

All’anagrafe Beatrice Maria Adelaide Marzia Vio, segno zodiacale Pesci, Bebe è una grande sportiva, schermitrice, campionessa paralimpica mondiale ed europea in carica di fioretto individuale ma soprattutto una grande Donna ed un orgoglio italiano. Appassionata di scherma fin dalla più tenera età, a 11 anni viene colpita da una meningite fulminante che le causa infezione, necrosi e successiva amputazione di avambracci e gambe. Senza braccia non si può tirare di scherma e in quel momento non esistono protesi adatte, ma come dice Bebe “se sembra impossibile allora si può fare”. Con l’energia e la grinta che la contraddistinguono riesce ad affrontare la rieducazione e nel mentre scopre che esiste la scherma in carrozzina. Il suo sogno olimpico non è spezzato! Suo padre progetta la protesi su cui innestare il fioretto e Bebe diventa la prima atleta al mondo con il braccio armato protesizzato. Il resto è tanta passione, sacrificio, emozione, lavoro,  determinazione e allenamenti sino a raggiungere il traguardo che aveva in mente fin da bambina: la medaglia d’oro alle Paralimpiadi di Rio de Janeiro. Grazie allo sport Bebe ce l’ha fatta, ha ricominciato a vivere e per aiutare altri bambini che si trovano nella stessa situazione ha fondato con i genitori art4sport, un’associazione ONLUS che aiuta i bambini amputati ad integrarsi nella società attraverso lo sport.

Ed è proprio insieme a Chitra, una piccola atleta di 8 anni che fa parte di questa associazione, che Bebe sarà protagonista del nuovo video ispirazionale di Barbie.

 

Bebe si definisce una ragazza come le altre, per noi  è molto di più. È una “role model”, un esempio per tutte le bambine future donne, Bebe è una forza della natura, bellissima, fortissima, una campionessa nello sport ma soprattutto nella vita.

Passione e determinazione sono le parole d’ordine per questa piccola grande donna per la quale “lamentarsi non serve a niente, solo a perdere un sacco di tempo” (cit.) e il suo consiglio per le bambine che vogliono seguire il suo esempio è molto semplice ma fondamentale: “Sorridi sempre, anche se non ne hai voglia. Quando sembra che tutto vada storto cerca di riderci sopra. Senza ironia e, soprattutto senza autoironia qualsiasi difficoltà diventa un peso enorme da sopportare. A riderci su, invece, si alleggerisce anche il momento più difficile.”