Netflix ci insegna, la serie che spiega la Groenlandia e Trump | 8 episodi per capire lo scontro globale
Il cosiddetto caso Groenlandia è diventato uno dei temi più discussi dell’agenda internazionale. L’incontro a Washington tra la delegazione danese, il Segretario di Stato americano e il vicepresidente degli Stati Uniti si è concluso senza risultati concreti, ma la pressione politica sull’isola non si è affatto allentata. La Groenlandia, territorio autonomo legato alla Danimarca, è tornata al centro delle mire statunitensi per una ragione precisa: il riscaldamento globale sta rendendo accessibili nuove rotte artiche e risorse strategiche come petrolio e terre rare.
La questione è complessa, stratificata, carica di implicazioni storiche e politiche. Eppure, per chi vuole comprenderne i meccanismi senza perdersi nei comunicati ufficiali, su Netflix esiste una serie che negli ultimi giorni è tornata sotto i riflettori per la sua sorprendente capacità di anticipare gli eventi: Borgen. Una produzione danese che, pur nata come racconto politico nazionale, si è rivelata col tempo un vero e proprio manuale narrativo per leggere le tensioni internazionali che oggi coinvolgono la Groenlandia.
Borgen, il potere e il peso delle scelte politiche
Creata da Adam Price, Borgen – Il potere è una serie politica che segue l’ascesa e la carriera di Birgitte Nyborg, carismatica leader che diventa la prima donna Primo Ministro della Danimarca. Il titolo “Borgen”, che significa “il castello”, è il soprannome del Palazzo Christiansborg, sede dei tre poteri dello Stato: Parlamento, governo e Corte Suprema. Fin dalle prime stagioni, la serie racconta con grande precisione il funzionamento del potere, i compromessi necessari per governare e il prezzo personale che la politica impone.
Le prime tre stagioni, trasmesse tra il 2010 e il 2012, mostrano l’ascesa di Nyborg, la fondazione di un nuovo partito e l’impatto devastante della carriera politica sulla sua vita privata. Il racconto non idealizza mai il potere, ma lo espone come un terreno instabile, dove ogni decisione ha conseguenze personali, morali e collettive. È proprio questa attenzione ai meccanismi interni dello Stato che rende Borgen ancora oggi estremamente credibile.
Ma ciò che rende la serie centrale per capire il presente è la sua quarta stagione, realizzata dieci anni dopo come revival e distribuita da Netflix con il titolo Borgen – Potere e gloria. Qui il racconto si sposta su un piano apertamente internazionale, portando la Groenlandia al centro della trama e trasformando una disputa energetica in una potenziale crisi globale.

Perché la serie è diventata “profetica” sul caso Groenlandia
Uscita nel 2022, Borgen – Potere e gloria è composta da otto episodi e vede Birgitte Nyborg nel ruolo di Ministro degli Affari Esteri. La sua carriera è messa in pericolo quando una disputa sul petrolio in Groenlandia rischia di degenerare in un conflitto diplomatico internazionale. La scelta narrativa non è casuale: la serie affronta apertamente il rapporto complicato tra la Groenlandia e la Danimarca, un legame segnato da tre secoli di storia coloniale e da un’autonomia sempre più marcata.
La Groenlandia, pur non essendo più una colonia, dipende ancora dalla Danimarca per la gestione degli affari esteri, ambito in cui entrano spesso in gioco gli Stati Uniti. La serie mette in scena questo equilibrio fragile, mostrando come ogni decisione politica sia il risultato di pressioni incrociate, interessi economici e ferite storiche mai del tutto rimarginate. Il passato coloniale danese, con le sue responsabilità e i suoi crimini, viene evocato come un elemento ancora vivo nel dibattito contemporaneo.
Negli ultimi giorni sono tornate a circolare anche alcune dichiarazioni di Adam Price, rilasciate in un’intervista di circa un anno fa, in cui lo sceneggiatore rifletteva sull’attenzione degli Stati Uniti verso la Groenlandia. Price sottolineava come la realtà politica avesse ormai superato qualsiasi ipotesi narrativa considerata in passato “estrema” o “assurda”. Secondo l’autore, ciò che una volta sarebbe sembrato inverosimile è diventato improvvisamente plausibile, se non addirittura normale.
È proprio qui che Borgen mostra tutta la sua forza. La serie non predice il futuro, ma dimostra come certi meccanismi di potere siano ciclici e come le crisi internazionali nascano spesso da dinamiche già visibili anni prima. Oggi, mentre la Groenlandia è al centro di un braccio di ferro geopolitico che coinvolge Danimarca, Stati Uniti, Russia e Cina, Borgen – Potere e gloria appare come un racconto lucido e inquietantemente attuale. Una serie che, senza slogan né semplificazioni, aiuta a capire perché quella distesa di ghiaccio è diventata uno dei territori più contesi del mondo.
