Queen at Sea segna il ritorno di Lance Hammer, in concorso alla Berlinale 2026 | Un dilemma che divide una famiglia
BERLINO – È uno dei titoli più attesi della Berlinale 2026 e segna un ritorno che si è fatto attendere a lungo. Con Queen at Sea, Lance Hammer torna dietro la macchina da presa a distanza di 18 anni dal suo esordio, presentando un dramma familiare che mette al centro un conflitto morale profondo e attualissimo.
Protagoniste della storia sono Amanda e sua madre Leslie, affetta da una forma avanzata di demenza. Accanto a loro c’è Martin, patrigno di Amanda e marito di Leslie. Quando la malattia priva la donna della capacità di prendere decisioni importanti nel proprio interesse, si apre una frattura dolorosa: chi deve stabilire se Leslie non è più in grado di scegliere per sé? Il coniuge, la figlia o un’istituzione esterna? È da questo interrogativo che prende forma un racconto teso e progressivamente sempre più complesso.
Un dramma familiare tra responsabilità e conseguenze imprevedibili
Man mano che Amanda e Martin si trovano costretti a compiere scelte sempre più difficili, le conseguenze delle loro decisioni iniziano a sfuggire al controllo. Queen at Sea affronta così il tema della responsabilità e del limite tra tutela e imposizione, mettendo in scena un conflitto che non ha risposte semplici. Il film costruisce la propria forza su un equilibrio delicato tra intimità e tensione, lasciando emergere il peso emotivo di ogni scelta.
Nel cast figurano Juliette Binoche, Tom Courtenay, Anna Calder-Marshall e Florence Hunt, interpreti chiamati a dare corpo a personaggi attraversati da fragilità e contraddizioni. La loro presenza contribuisce a rafforzare un impianto narrativo che punta tutto sulla profondità psicologica e sull’evoluzione dei rapporti familiari.

Dalla vittoria al Sundance al ritorno alla regia
Hammer non è nuovo ai riconoscimenti. La sua opera prima, Ballast, presentata nel 2008 al Sundance Film Festival, vinse il premio per la miglior regia nella sezione US Dramatic. Il film ottenne inoltre sei candidature agli Independent Spirit Awards e quattro ai Gotham Independent Film Awards, dove Hammer fu premiato come miglior regista emergente.
Da allora, il regista ha scelto tempi lunghi tra un progetto e l’altro, coltivando un percorso eclettico che lo ha visto anche impegnato come designer digitale e collaboratore nei film di Batman diretti da Joel Schumacher. Con Queen at Sea torna ora al cinema con un’opera che conferma la sua attenzione per i drammi umani complessi, orchestrando una storia che, pur nella sua dimensione intima, riesce a toccare questioni universali e profondamente contemporanee.
