
A quasi trent’anni dalla morte, Lady Diana continua a essere una delle figure più amate e raccontate del Novecento: cinque film e documentari permettono di riscoprirne la vita privata, il rapporto con i figli, la fama e il desiderio di libertà.
Sono trascorsi 29 anni dalla morte di Lady Diana, avvenuta a Parigi quando la principessa aveva appena 36 anni. Da quella notte di agosto del 1997, la sua figura non ha mai smesso di occupare uno spazio particolare nell’immaginario collettivo. Diana Spencer è stata membro della famiglia reale britannica, madre di William e Harry, icona di stile e protagonista di una pressione mediatica difficilmente immaginabile. Ma è stata soprattutto una donna che, nel corso della propria vita, ha cercato di conquistare un’identità personale al di fuori delle convenzioni che il suo ruolo le imponeva.
Proprio questa complessità spiega perché il cinema e la televisione continuino a tornare sulla sua storia. Documentari, film e testimonianze hanno cercato negli anni di superare l’immagine della cosiddetta “principessa del popolo” per osservare ciò che esisteva dietro le fotografie ufficiali, i red carpet e le copertine. Alcuni lavori scelgono di affidarsi esclusivamente alle immagini d’archivio, altri alla voce di Diana, altri ancora ai ricordi dei figli o a una ricostruzione cinematografica più libera. Cinque titoli, in particolare, offrono prospettive molto diverse e possono aiutare a comprendere perché il suo ricordo continui a essere così forte.
Da The Princess alle parole di Diana: i documentari che raccontano la persona dietro l’icona
The Princess, documentario del 2022 diretto da Ed Perkins, sceglie una strada particolare: non utilizza commenti contemporanei per spiegare Diana, ma lascia parlare direttamente le immagini e le registrazioni dell’epoca. Il film attraversa i momenti principali della sua vita pubblica, dalla relazione con Carlo alla maternità, dalla separazione fino agli ultimi anni e alla morte. Al centro emerge soprattutto il rapporto con i mezzi di comunicazione. La popolarità di Diana cresce insieme all’attenzione dei media, ma quella stessa esposizione finisce per trasformarsi in una presenza costante e invasiva. Il documentario diventa così anche una riflessione sul confine tra notorietà e diritto alla privacy. È disponibile in streaming su Prime Video.
Ancora più diretto è Diana: In Her Own Words, documentario National Geographic del 2017 costruito utilizzando registrazioni nelle quali è la stessa Diana a raccontare la propria esperienza. Ascoltare la sua voce cambia inevitabilmente la prospettiva: il personaggio pubblico lascia spazio a una donna che parla del matrimonio, della pressione esercitata dalla fama e delle proprie difficoltà personali. Un’altra visione molto intima arriva da Diana, nostra madre: la sua vita e la sua eredità, sempre del 2017, nel quale sono William e Harry a ricordarla. Fotografie private e testimonianze mostrano soprattutto la dimensione materna di Diana, impegnata a offrire ai figli momenti di normalità nonostante la continua attenzione della stampa e dell’opinione pubblica.

Da Spencer al rapporto con la fama: cinque modi diversi di ricordare Lady Diana
Un’altra prospettiva arriva dal documentario Diana del 2021, prodotto da ITV. Il racconto segue la trasformazione della giovane donna riservata in una delle personalità più riconoscibili al mondo, osservando soprattutto il modo in cui imparò progressivamente a gestire la fama e a costruire una propria identità pubblica. È un passaggio fondamentale nella sua storia: Diana non rimase semplicemente prigioniera dell’attenzione mediatica, ma riuscì anche a utilizzare la propria visibilità per indirizzare lo sguardo del pubblico verso temi e cause che considerava importanti. Il documentario è disponibile su Prime Video in lingua originale.
Il titolo più lontano dalla ricostruzione documentaristica è invece Spencer, film del 2021 diretto da Pablo Larraín e interpretato da Kristen Stewart. Il film non pretende di raccontare in modo rigorosamente biografico l’intera vita della principessa, ma concentra tutto in un periodo di forte crisi personale durante il Natale trascorso a Sandringham. Il centro della storia diventa il disagio di Diana e il suo bisogno di liberarsi da un sistema nel quale sembra non riuscire più a riconoscersi. Attraverso una narrazione fortemente emotiva, Spencer prova a restituire non tanto la cronaca degli eventi quanto la sensazione di isolamento e la ricerca di libertà della protagonista.
Messi insieme, The Princess, Diana: In Her Own Words, Diana, nostra madre: la sua vita e la sua eredità, Diana e Spencer raccontano cinque Diana differenti, ma tutte riconducibili alla stessa figura. C’è la principessa osservata incessantemente dalle telecamere, la donna che racconta se stessa, la madre ricordata dai figli, l’icona che impara a gestire la propria fama e la persona che cerca disperatamente una via d’uscita dalle regole che la circondano. Forse è proprio questa molteplicità a spiegare perché, a quasi trent’anni dalla sua morte, Lady Diana continui a essere ricordata: dietro l’immagine perfetta esisteva una storia fatta di contraddizioni, fragilità, popolarità e desiderio di scegliere autonomamente la propria vita.
