Bianco chiude le riprese | Alessandro Borghi è Walter Bonatti sul Monte Bianco | Un film estremo e ambizioso
Si sono concluse ufficialmente le riprese di Bianco, il nuovo film diretto da Daniele Vicari che vede Alessandro Borghi nei panni di Walter Bonatti, una delle figure più iconiche della storia dell’alpinismo mondiale. L’ultimo ciak è stato battuto in Alto Adige, nella zona montuosa dell’Alta Val Venosta, chiudendo un percorso produttivo complesso e fisicamente impegnativo durato diversi mesi.
Il film si inserisce nel filone del cinema italiano d’autore che sceglie di raccontare storie reali attraverso un linguaggio potente e immersivo. In questo caso al centro del racconto c’è una delle spedizioni più celebri e tragiche del Novecento, capace ancora oggi di interrogare il senso del limite umano, il rapporto con la montagna e il prezzo estremo dell’esplorazione.
Un set estremo tra alta quota e ricostruzioni tecnologiche
Bianco racconta la spedizione di Walter Bonatti insieme ai suoi abituali compagni di cordata, Andrea Oggioni e Roberto Gallieni, impegnati nella conquista dell’inviolato Pilone Centrale del Frêney. La vicenda è tratta dal libro “Frêney 1961 – La tempesta sul Monte Bianco” di Marco Albino Ferrari, che firma anche il soggetto e la sceneggiatura insieme a Massimo Gaudioso, Francesca Manieri e allo stesso Vicari.
Le riprese si sono svolte in Valle d’Aosta, nei luoghi reali dell’impresa, dal Flambeaux alla Fourche, fino al Peuterey e ai piedi del Pilone Centrale, una parete verticale di 800 metri che rappresenta uno dei simboli dell’alpinismo estremo. A queste location si sono aggiunti i teatri di posa di Roma, dove la parete e le cenge del Frêney sono state ricostruite con grande precisione grazie a tecnologie avanzate, e infine le nevi altoatesine, che hanno ospitato la fase conclusiva delle riprese.
All’indomani della fine dei lavori, il regista Daniele Vicari ha raccontato l’esperienza vissuta dalla troupe, impegnata per tre mesi tra i 3000 e i 3500 metri di quota, sottolineando come la montagna non abbia mai rappresentato un ostacolo, ma una fonte costante di energia, bellezza e ispirazione, capace di alimentare l’immaginazione e dare senso profondo al lavoro cinematografico.

La tragedia del Frêney e un cast internazionale
Dal punto di vista narrativo, il film ripercorre l’avvicinamento alla vetta e l’incontro, al bivacco della Fourche, con una cordata di quattro alpinisti francesi guidata da Pierre Mazeaud. La decisione di unire le forze porta alla partenza comune all’alba del 10 luglio 1961. La scalata procede rapidamente fino a quando una violenta tempesta di neve e vento si abbatte sulla montagna, trasformando l’impresa in un incubo.
I sette alpinisti restano bloccati per quattro giorni e quattro notti su strettissimi terrazzini, senza cibo e in condizioni estreme. È l’inizio di una tragedia che segnerà per sempre la storia dell’alpinismo e la vita di Walter Bonatti, diventando il cuore emotivo e drammatico del film.
Accanto ad Alessandro Borghi, il cast comprende Pierre Deladonchamps, Finnegan Oldfield, Marlon Joubert, Quentin Faure, Alessio Del Mastro e Jonas Bloquet. La fotografia è affidata a Gherardo Gossi, la scenografia a Marta Maffucci, i costumi a Emmanuelle Youchnovski, con il montaggio di Benni Atria e le musiche di Luca D’Alberto.
Bianco è una co-produzione tra Italia, Francia e Belgio, sostenuta da numerosi enti e istituzioni, e si propone come un’opera ambiziosa, capace di coniugare rigore storico, tensione cinematografica e un profondo rispetto per una delle pagine più complesse e dolorose della storia dell’alpinismo.
