Daredevil Born Again 2 sorprende i fan | Gli Easter egg nascosti nell’episodio 7: alcuni non li avete notati
L’episodio 7 della seconda stagione di Daredevil: Born Again alza ulteriormente la tensione narrativa, intrecciando eventi cruciali con una fitta rete di riferimenti al passato dell’universo Marvel televisivo. La serie, ormai pienamente integrata nel Marvel Cinematic Universe, continua a costruire un ponte diretto con le produzioni Netflix, recuperando personaggi, dinamiche e dettagli che i fan più attenti non possono ignorare.
Al centro della puntata troviamo Matt Murdock e Wilson Fisk, entrambi impegnati in una battaglia sempre più personale per il controllo di New York. La morte della moglie di Fisk ha destabilizzato il suo potere politico, mentre il processo a Karen Page diventa il fulcro emotivo dell’episodio. In questo scenario, ogni dialogo e ogni scena nascondono richiami precisi alla storia dei personaggi.
Ritorni, riferimenti e legami con le serie Netflix
Uno dei momenti più significativi riguarda il confronto tra Fisk e Karen, in cui il sindaco ricorda le persone che gli sono state “portate via”. Il riferimento diretto è a Wesley, storico braccio destro del criminale, ucciso proprio da Karen nella prima stagione della serie originale. Un dettaglio che non solo riporta alla memoria uno degli eventi più iconici, ma rafforza il peso delle azioni passate sui personaggi.
L’episodio è ricco anche di richiami agli altri protagonisti dell’universo Marvel televisivo. Il dialogo tra Matt e Jessica Jones recupera il loro rapporto nato ai tempi di The Defenders, sottolineando ancora una volta il contrasto tra il cinismo di Jessica e l’idealismo di Daredevil. La sua presenza nella scena finale, quando raggiunge Matt ferito in chiesa, rappresenta uno dei momenti più attesi e simbolici dell’intera stagione.
Non mancano riferimenti ad altri personaggi chiave come Luke Cage, la cui situazione resta avvolta nel mistero, e Ray Nadeem, l’agente FBI sacrificatosi per fermare Fisk. La menzione di questi nomi rafforza il senso di continuità narrativa, dando l’impressione che nulla di ciò che è accaduto in passato sia stato dimenticato.
Un altro elemento importante riguarda l’evoluzione di Brett Mahoney, passato da semplice agente a figura centrale nelle forze dell’ordine. Il suo percorso rappresenta uno dei pochi esempi di crescita lineare e positiva in un universo spesso dominato da corruzione e ambiguità morale.

Nuovi sviluppi e scenari futuri per l’MCU
Tra le svolte più interessanti dell’episodio c’è il possibile inizio di un percorso di redenzione per Bullseye. Dopo essere stato lasciato libero da Daredevil con la possibilità di compiere “una buona azione”, il personaggio compie una scelta inaspettata, proteggendo una figura politica chiave. Un gesto che potrebbe segnare un cambiamento importante e aprire nuove strade per il suo ruolo nell’MCU.
Parallelamente, continua a svilupparsi il lato più oscuro della serie con il possibile ritorno dell’eredità di Muse, figura disturbante già introdotta nelle stagioni precedenti. Anche se non ancora esplicitamente confermato, alcuni dettagli visivi e comportamentali suggeriscono che la minaccia potrebbe non essere scomparsa del tutto, ma pronta a manifestarsi in una nuova forma.
Il legame tra Karen e Frank Castle, alias Punisher, viene nuovamente evocato, aggiungendo profondità emotiva e ricordando quanto il passato continui a influenzare le scelte presenti. Tuttavia, il focus resta sul rapporto tra Karen e Matt, ormai sempre più centrale nella narrazione.
Con una trama che intreccia azione, politica e introspezione, l’episodio 7 si conferma come uno dei più ricchi e stratificati della stagione. Le basi per il futuro sono ormai tracciate, con il ritorno dei Defenders già annunciato e un conflitto che sembra destinato a crescere ancora. In una New York sempre più instabile, ogni alleanza e ogni scelta potrebbe rivelarsi decisiva per il destino dei suoi protagonisti.
