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Ho sognato Patrick Dempsey… il fascino delle corse

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Patrick-Dempsey-Le-Mans-VideoBhe ragazzi, che dire, ho sognato Patrick Dempsey, c’è da sottolineare che non sono mai stata una sua grande ammiratrice, non ho mai subito il maestoso fascino di cui tutti parlano, ma non so come non so perché, da quando ha abbandonato il ruolo (col degradante soprannome) del “Dottor Stranamore” e ha abbracciato a pieno regime le corse automobilistiche, a mio avviso ha acquistato un charme irresistibile, affascinante, ricco, famoso e sprezzante del pericolo.
Infatti proprio all’ultima 24 ore di Le Mans, Dempsey ha firmato quella che, a oggi, resta una delle sue imprese più notevoli: un podio di categoria, secondo posto fra le GTE Am, a bordo di una Porsche 911 RSR, assieme ai colleghi Seefried e Long, preceduto solamente da una Ferrari.

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Ecco il casco usato per la gara da Dempsey che ha reso unico scrivend con un pennarello: “È una bella giornata per gareggiare, sorridere, vivere, amare, rapportarsi con le persone!”, frase che evoca la celebre “È una giornata perfetta per salvare delle vite”, motto del suo alter ego televisivo.

il-casco-di-patrick-dempsey-che-cita-derek_jpg_1003x0_crop_q85Ha poi festeggiato la vittoria affermando che la scelta di abbandonare la serie Grey’s Anatomy è stata dettata dal suo desiderio di fare quello che davvero ama di più, gareggiare… o forse me lo ha confidato stanotte tra una corsa sulla spiaggia mano nella mano o un romantico tramonto o meglio, alla fine di una gara…

patrick-dempsey_and_meComunque, quello che è successo nel sogno non ve lo racconto, ma per i più maliziosi, voglio disilludervi subito, è stato tutto molto platonico e ad ogni modo io parlavo un inglese perfetto!

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Alessandra Chiaradia
Direttore Responsabile del magazine online Fortementein.Nata a Milano e trasferita nella provincia da piccola, il suo cuore resta fedelmente Meneghino, ama la città che le ha dato i natali e come una turista la esplora appena ne ha l'occasione svelandone i misteri e le meraviglie. Da sempre si accompagna ad una vena artistica che ben presto scopre esserle troppo stretta, così dopo aver lavorato per molti anni nel settore editoriale come Art Director decide di fare il grande passo e dopo una lunga gavetta diventare giornalista, professione che ama per via delle sue molteplici sfaccettature e possibilità.