Home Arte e Mostre “Cities Underground”: Malpensa si riscopre “museo”

“Cities Underground”: Malpensa si riscopre “museo”

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Torino
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Il sottosuolo di 18 città in 3 continenti diversi è il protagonista della Mostra fotografica “Cities Underground” di Mario Bobba ospitata fino al 28 febbraio 2017 negli spazi del Terminal 1 – Piano Stazione Ferroviaria dell’ Aeroporto di Milano Malpensa.
In un’epoca di viaggiatori perpetui, di lavoratori pendolari, di massima mobilità e stressata velocità, la vita si sposta lì dove queste tendenze si concentrano: nelle zone di transito degli aeroporti e delle metropolitane, luoghi ormai impregnati dalla cultura del consumo a dalle abitudini sociali dei nostri tempi, che competono con i city center dai quali ha ereditato un gran numero di attività e modi di vivere la socialità.
L’aeroporto di Milano Malpensa è stato quindi scelto come il posto ideale per ospitare la mostra, che con i suoi 31 scatti ci mostra l’umanità nascosta nei sottosuoli dei centri urbani, ambienti caratterizzati da frenesia di movimento freddezza di situazioni e architetture. “Cities Underground” è un lavoro sviluppato dal 2011 nel sottosuolo di 18 città in 3 continenti, in cui i dettagli evocativi dei luoghi, delle abitudini e dell’aspetto dei viaggiatori stimolano l’osservatore a rivivere l’esperienza dell’autore, mediata però dalla sua sensibilità e dal suo obiettivo fotografico.

mariobobba

BIO:
Mario Bobba, da sempre appassionato di fotografia e grafica, è nato a Milano, ma ha origini tra Angera e Besozzo (lago Maggiore). Per lavoro, impegno civile e hobby ha viaggiato spesso visitando moltissimi Paesi, con lunghi soggiorni all’estero, occasioni importanti di approfondimento sulla cultura dell’immagine. Dalla fine degli anni ’90 è ripartito su nuove basi il suo approccio alla fotografia e questa maturazione ha reso possibili vari progetti, mostre ed eventi. Dal 2009 ha trasformato la passione di una vita in un’attività professionale.

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Cristina Canci
Insegnante di Lettere in puro stile Rottermeier, ma con un cuore nerd prestato al giornalismo, ha fatto del suo rapporto con la penna una questione ontologica. L'Arte, i libri e la cultura in tutte le sue forme sono la sua passione più sfrenata, dopo la cucina, perché, novella Artusi in gonnella, anche l'occhio vuole la sua parte (infatti lei è miope)