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Come perdersi in un sorso di birra. La poesia di Bukowski diventa un corto

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©Nerdo

I versi di Charles Bukowski prendono vita e diventano un cortometraggio animato, un viaggio introspettivo surreale, tra i tormenti e i vizi del celebre scrittore americano.
I creativi torinesi di Nerdo hanno realizzato un breve, ma affascinante, cartone animato ispirandosi alla sua poesia Beer, tratta dal libro Love Is a Dog from Hell, i cui versi, manifesto della travagliata esistenza di Bukowski, accompagnano il turbinio del disegno, che ci trascina a fondo nella torbida mente dell’autore.

Non so quante bottiglie di birra
ho consumato aspettando che le cose
migliorassero
non so quanto vino e whisky
e birra
soprattutto birra
ho consumato dopo
aver rotto con le donne.
aspettando che il telefono squilli
aspettando il rumore dei passi,
e il telefono non suona mai
fino a molto tardi.
quando lo stomaco sta uscendo
dalla mia bocca
esse arrivano fresche come fiori primaverili:
“come cazzo ti sei ridotto?
ci vorranno tre giorni prima che potrai scoparmi!”
la donna è longeva
vive sette anni e mezzo più
dell’uomo, e beve poca birra
perché sa che fa male alla
linea.
mentre noi stiamo impazzendo
esse sono fuori
a ballare e ridere
con degli arrapati cowboys.
bene c’è birra
sacchetti e sacchetti di bottiglie di birra vuote
e quando ne prendi uno
le bottiglie cadono nel fondo bagnato
del sacchetto di carta
rotolano
sbattono
sputando cenere bagnata
e birra puzzolente,
oppure il sacchetto casca alle 4
del mattino
emettendo l’unico suono della tua vita.
birra
fiumi e mari di birra
birra birra birra
la radio suona canzoni d’amore
e i muri vanno
in su e giù
e la birra è tutto quello che c’è.

 

Qui sotto il testo originale della poesia

Charles Bukowski, Beer

I don’t know how many bottles of beer
I have consumed while waiting for things
to get better
I dont know how much wine and whisky
and beer
mostly beer
I have consumed after
splits with women-
waiting for the phone to ring
waiting for the sound of footsteps,
and the phone to ring
waiting for the sounds of footsteps,
and the phone never rings
until much later
and the footsteps never arrive
until much later
when my stomach is coming up
out of my mouth
they arrive as fresh as spring flowers:
“what the hell have you done to yourself?
it will be 3 days before you can fuck me!”

the female is durable
she lives seven and one half years longer
than the male, and she drinks very little beer
because she knows its bad for the figure.

while we are going mad
they are out
dancing and laughing
with horney cowboys.

well, there’s beer
sacks and sacks of empty beer bottles
and when you pick one up
the bottle fall through the wet bottom
of the paper sack
rolling
clanking
spilling gray wet ash
and stale beer,
or the sacks fall over at 4 a.m.
in the morning
making the only sound in your life.

beer
rivers and seas of beer
the radio singing love songs
as the phone remains silent
and the walls stand
straight up and down
and beer is all there is.

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Fabio Muggia
Laureato in storia dell'arte, ama frequentare gallerie, mostre, musei e, da qualche tempo, si diletta anche a scriverne. Da buon milanese, lì nato e cresciuto, non può fare a meno del fracasso dei tram vecchi con le panche di legno. In certi ambienti un po' loschi è noto anche come “Pablo” o “Il Presidente”, ma si procurò la nomea di gran lunga peggiore in Germania, dopo che un biscottino cinese della fortuna decise di regalargli una bicicletta.