Edgar Degas, “La classe di danza”, ca. 1880, olio su tela, 82.2 x 76.8 cm, Philadelphia Museum of Art, Acquistato con il W. P. Wilstach Fund, 1937

Forse la primavera si sta finalmente avvicinando e Milano si prepara con una nuova grande mostra: tra paesaggi en-plein-air e intimi ritratti, tra colori fauves e magiche visioni oniriche, tra Cubismo e Bauhaus arriva Impressionismo e Avanguardie. Capolavori dal Philadelphia Museum of Art, fino al 2 settembre a Palazzo Reale.

 

Immaginate di essere dei ricchi imprenditori di successo negli States della seconda metà dell’800, la vostra città, Filadelfia, è, allora, la città più importante del Paese, dove sono nate la Dichiarazione d’Indipendenza e la Costituzione degli Stati Uniti d’America. Alle vostre spalle si apre un intero continente, pieno di risorse e opportunità, mentre il fiume Delaware, dopo aver attraversato la città, si getta nell’Atlantico a pochi chilometri di distanza. Al di là dell’Atlantico c’è, però, il richiamo della vecchia Europa, e della Francia in particolare, nella quale sta nascendo una nuova arte. Questo è l’inizio della storia del Philadelphia Museum of Art, aperto nel 1877 in seguito alle celebrazioni per il centenario dell’Indipendenza, e l’inizio della storia dei 50 capolavori esposti a Milano a Palazzo Reale per la mostra Impressionismo e Avanguardie. Capolavori dal Philadelphia Museum of Art.

 

La mostra Impressionismo e Avanguardie, realizzata Palazzo Reale e MondoMostre Skira, in collaborazione con il Philadelphia Museum of Art, permette ai visitatori italiani e milanesi di ammirare opere che hanno attraversato l’Atlantico e che difficilmente sarà possibile rivedere senza volare negli Stati Uniti. Come sottolinea il curatore Stefano Zuffi, affiancato dai conservatori di Filadelfia Jennifer Thompson e Matthew Affron, quelli in mostra sono capolavori nel vero senso della parola: dipinti o sculture iconiche, di una qualità altissima, che ci sembra di riconoscere anche se non li abbiamo mai visti, che permettono di individuarne gli autori quasi a colpo d’occhio. Gli artisti sono, infatti, tra i più importanti della storia dell’arte europea tra ‘800 e ‘900: Manet, Degas, Monet, Renoir, Van Gogh, Gauguin, Cézanne, Picasso, Rodin, Kandinsky, Chagall, Dalì solo per citarne alcuni.

 

Il percorso di Impressionismo e Avanguardie si snoda attraverso due racconti, intrecciati a “creare un ingranaggio narrativo”: il primo è la storia dell’arte moderna da manuale, a cui siamo più o meno abituati; il secondo, più complesso, si snoda seguendo le vicende personali dei grandi collezionisti della Pennsylvania che, inaugurando in America un nuovo gusto, iniziarono per primi a collezionare arte europea; le loro raccolte, infatti, sono andate, nel corso del tempo, ad arricchire quelle del Philadelphia Museum of Art, di cui rappresentano, oggi, il cuore della sezione moderna.

 

La prima personalità d’Oltreoceano che incontriamo è Mary Cassatt: pittrice di Filadelfia e attivista per i diritti delle donne, decise di trasferirsi a Parigi, dove venne in contatto con gli impressionisti e partecipò alle loro mostre. Grazie a lei, il fratello Alexander Cassatt, ingegnere ferroviario di successo, fu tra i primi a far conoscere a New York e Filadelfia la pittura impressionista, diventando uno dei primi collezionisti. La mostra prosegue con un altro curioso personaggio americano: Samuel Sockton White, ricco rampollo di grande fama e pioniere del bodybuilding, durante viaggio in Francia conobbe lo scultore Auguste Rodin, che gli chiese di posare come modello; da quel giorno il Sig. White divenne un grande collezionista, capace di cogliere i cambiamenti che portarono all’exploit del Cubismo, e la sua collezione entrò poi integralmente nel Museo di Filadelfia.

 

E così anche nel corso del ‘900 il Philadelphia Museum of Art continuò ad arricchirsi delle collezioni di altre figure di spicco dell’alta società americana, come l’avvocato Louis Stern, che divenne grande amico di Marc Chagall a New York, facendogli da interprete in russo, yiddish e inglese, o i coniugi Walter e Louise Arensberg, che si facevano consigliare negli acquisti niente di meno che da Marcel Duchamp.

 

Impressionismo e Avanguardie promette dei capolavori, e su questo non abbiamo alcun dubbio: in mostra abbiamo visto dei veri capolavori e invitiamo tutti i nostri lettori a visitarla e – perchè no? – a fare un salto a Filadelfia a godersi il resto della collezione!

INFO
Impressionismo e Avanguardie. Capolavori dal Philadelphia Museum of Art
Palazzo Reale, Milano
Fino al 2 settembre 2018
impressionismoeavanguardie.it
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