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Kedi. La città dei gatti. La recensione del film in anteprima

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I gatti sono animali molto affascinanti, e tale è questo loro charme che gli è stato dedicato un film-evento, interamente plasmato sulle vicende di alcuni di questi speciali felini, splendidamente immersi nella meravigliosa cornice della città di Istanbul, mostrata scena dopo scena nella sua incantevole maestosità.

Film-documentario della regista turca Ceyda Torun, “Kedi. La città dei gatti”, prodotto da Wanted Cinema, è una dichiarazione d’amore incondizionato di questa donna nei confronti del mondo felino, che l’ha accompagnata nella sua crescita personale, specialmente nella sua infanzia, trascorsa a Istanbul nei primi anni ‘80.

Da sempre, proprio in quel di Istanbul, le vite dei gatti vanno di pari passo con le esistenze dei legittimi proprietari, o delle persone che si prendono cura di loro. Nel corso del tempo, i felini stessi sono diventati una componente essenziale delle comunità che popolano la città della Turchia.

Inestimabili fonti di gioia, spensieratezza e voglia di vivere, i gatti a Istanbul vivono spesso a cavallo tra il mondo selvaggio e quello domestico, entrando e uscendo dalla vita delle persone, accompagnandole nella loro quotidianità.

‘Kedi. La città dei gatti’ è un documentario magistrale, che segue l’evoluzione di una metropoli come Instanbul vivendo a stretto contatto con sette gatti, ognuno con le sue peculiarità, approfondendo singolarmente ciascuna loro esistenza.

Sari, una gatta soriana rossa e bianca le cui vicende si svolgono vicino alla Torre di Galata, uno degli storici punti di riferimento della città. Bengü, gattina soriana grigia, vive in un quartiere di produzioni industriali. Aslan Parçasi, soprannominato Little Lion, fa da guardiano a un famoso ristorante di pesce lungo le rive del Bosforo. Psikopat, gatta a pelo corto bianco e nero, vive in una delle zone più vecchie della città, a Samatya, ed è la ‘dura’ del quartiere, rispettata dagli altri felini, dai pescatori e persino dai cani randagi. Deniz, il più ‘giocherellone’ di tutti i nostri protagonisti, trascorre le sue giornate facendosi coccolare dai venditori e dai clienti del mercato biologico locale. In definitiva, è la mascotte del mercato. Gamsiz, un abile scalatore dal muso innocente, vive a Chihangir, il quartiere degli artisti, il luogo ideale per un felino, un vero e proprio paradiso. Infine troviamo Duman, che vive in uno dei quartieri più eleganti di Istanbul, affezionato ai gestori di un ristorante della zona. Amante del cibo prelibato, conserva gelosamente la sua fama di gatto di strada.

L’approccio comune dei cittadini di Istanbul è quello di prendersi cura dei gatti di strada, consentendo naturalmente loro di mantenere la propria indipendenza. Per alcuni di questi cittadini, i mici hanno lo stesso valore che in India viene conferito alle mucche: nello specifico, per il versante musulmano degli abitanti, il gatto è considerato un animale sacro, in quanto è più volte citato nelle scritture sul profeta Maometto.

La produzione ha seguito i mici sperimentando l’utilizzo di “macchine fotografiche per gatti”, seguendoli in vicoli bui e scantinati abbandonati al loro destino, arrivando ad utilizzare dei droni per filmarli sopra i tetti. Per catturare immagini cinematografiche, hanno seguito i gattini nelle loro esplorazioni della città.

Il risultato finale è un’opera che tratta temi come l’amore, la perdita, la gioia, la solitudine e l’appartenenza, il tutto incorniciato dall’eccellente fotografia di Charlie Wuppermann.

La regista Ceyda Torun e il responsabile del montaggio Mo Stoebe si sono premurati di “catturare” l’unicità della storia di ogni gatto, permettendo a ciascun micio di narrare le proprie vicende.

Già successo di pubblico negli Stati Uniti, questo documentario sarà distribuito nei cinema italiani da Wanted Cinema, nel corso di una due giorni-evento nel circuito UCI Cinemas, rispettivamente il 22 e il 23 Maggio.

Il trionfo dei gatti, adorabili e adorati compagni di viaggio delle vite di molti di noi.