Tutti collegati su Netflix per vedere il docu-film Homecoming, uscito proprio oggi e dedicato alla regina indiscussa del pop Beyoncè, scritto diretto, prodotto proprio dalla cantante e girato in otto mesi. In particolare, questo film racconta la perfomance del Coachella Festival del 2018 dove, in quel fine settimana di aprile, è diventata la prima donna di colore ad aver mai fatto da headliner all’evento.

“Beychella”, così soprannominata per aver trasformato il festival in qualche cosa di assolutamente suo, ha tenuto in pugno l’intero palco per tutta la durata dello spettacolo. Un’esibizione giudicata talmente spettacolare da meritarsi un lavoro cinematografico, durante lo show sono stati lanciati messaggi forti con temi legati alla cultura afroamericana, come la sua commovente interpretazione dell’inno black “Lift Every Voice and Sing”. Così la regina ha voluto iniziare il suo tour On the run II, insieme al marito Jay-Z, anticipato proprio nella data del 15 aprile 2018.

Beyoncè ha incantato il pubblico ricevendo anche l’acclamazione dei media a livello mondiale. Per questa esibizione era stato studiato un palco a forma di piramide, calcato anche da tante altre celebrità, oltre al marito Jay-Z, sono salite la sorella Solange e le Destiny’s Child. Inoltre è stato un evento eccezionale per moltissimi fattori, sul palco c’era un vero esercito di ballerini, i giochi di luce sono stati indimenticabili, per non parlare dei moltissimi stunning looks della cantate, esattamente cinque ideati dagli stilisti Marni Senofonte e Olivier Rousteing, ognuno dei quali onorava il potere Black, il più acclamato è stato sicuramente quello di Cleopatra, che, non ha caso è anche la copertina del trailer che Netflix ha scelto per lanciare la notizia dell’uscita del docu-film. Insomma un evento più che un concerto, infatti, proprio per ricordare quella serata, il palco è stato messo in esposizione durante il Coachella di quest’anno.

Durante il film, oltre all’esibizione, si vedono i dietro le quinte con la sua primogenita, Blue Ivy, di 7 anni, che balla dietro il palco e i concept creativi che hanno portato alla realizzazione di questo show. Inoltre il titolo Homecoming è lo stesso usato per il progetto universitario portato avanti dalla cantante: per quattro college americani sono state stanziate quattro borse di studio da $25.000 l’una. Il messaggio sociale dietro al film è talmente potente che non può rimanere inosservato.

Elisa Sirtori
Sportiva per passione ma con la determinazione di un professionista, ha deciso di dedicare anima e corpo a fare tutto quello che la rende felice. Lo sport è sicuramente il motore che la spinge a dare il massimo in tutto, la passione è il cuore pulsante per realizzare i suoi sogni. In procinto di laurearsi in scienze dell'educazione per l'infanzia ha da sempre mostrato al mondo la sua spiccata sindrome di Peter Pan, stare in mezzo ai bambini accentua il suo essere libera, la sua creativa e l’innata capacità di saper volare con la fantasia, impresa ardua per molti adulti e invidiata da altri. Diventa quindi passaggio semplice affacciarsi al mondo della scrittura dove, più che in altri ambiti, si è liberi di lasciar fluire i propri pensieri permettendo, anche agli ignari spettatori dei suoi articoli, di poter raggiungere e dare una sbirciata all’inarrivabile Isola che non c’è.