Alberto Magri “Il bucato”, 1913. Tempera su tavola, cm 46×314. Collezione privata

Se siete in partenza per questo lungo ponte e la vostra meta è Lucca, o dintorni, non perdete l’occasione per visitare un luogo incantevole come la Fondazione Ragghianti che in questo periodo, fino al 2 giugno, ospita la mostra “L’artista bambino. Infanzia e primitivismi nell’arte italiana del primo ‘900”, curata da Nadia Marchioni e strettamente collegata alla missione dell’istituzione toscana. Infatti già nel 1969 Carlo Ludovico Ragghianti scriveva: “Il problema dell’arte infantile tra il ‘900 e il 1920, tanto fuori d’Italia quanto in Italia, è uno di quelli che esigono una ricerca e una precisazione, tra tante altre da compiere per un periodo che ha acquistato così rapidamente una distanza archeologica”. Sono trascorsi cinquant’anni da quelle parole e finalmente si approfondisce, attraverso artisti noti e altri meno noti, una questione interessante dell’arte del nostro Paese, con richiami ad altri mondi, per esempio a quello dell’editoria che sottende a buona parte della mostra.

 

La mostra allestita al Complesso monumentale di San Micheletto e articolata in sei sezioni, indaga gli espliciti arcaismi tratti dallo studio dei maestri del Duecento e del Trecento, che vede fra i precursori Alberto Magri, accompagnato dagli amici “apuani” Lorenzo Viani e Adolfo Balduini. Poco dopo la metà del primo decennio del Novecento l’arte infantile si diffonde. É il caso dei lavori di Ottone Rosai, Tullio Garbari, Gigiotti Zanini, Alberto Salietti e Piero Bernardini ma anche di quelli firmati Carlo Carrà, Giorgio de Chirico, Mario Sironi e Ardengo Soffici.

Cesare Breveglieri, L’Isolotto delle anitre, 1935, olio su tavola, cm 70×60. Collezione privata

Tra gli anni Venti e Trenta del Novecento si passa poi a un miniaturismo di tipo infantile come nei lavori di Riccardo Francalancia, Fillide Levasti e Renato Birolli. La parte finale della mostra è invece caratterizzata da esempi di ritratti e paesaggi dalle atmosfere incantate, come quelle del milanese Cesare Breveglieri, che rappresenta una delle più feconde resistenze del primitivismo infantile nell’arte.

Un percorso interessante dunque e anche molto piacevole, che, partendo dalla fine dell’Ottocento, percorre i primi decenni del XX secolo, mostrando opere di artisti affascinati dall’universo infantile, di cui prendono in varie forme e stili l’essenza: la semplicità, la poesia, la soavità dei colori e dei soggetti rappresentati.

L’artista bambino. Infanzia e primitivismi nell’arte italiana del primo Novecento
Fino al 2 giugno 2019

Lucca, Complesso monumentale di San Micheletto

Info: 0583/467205

www.fondazioneragghianti.it

Elisa Sirtori
Sportiva per passione ma con la determinazione di un professionista, ha deciso di dedicare anima e corpo a fare tutto quello che la rende felice. Lo sport è sicuramente il motore che la spinge a dare il massimo in tutto, la passione è il cuore pulsante per realizzare i suoi sogni. In procinto di laurearsi in scienze dell'educazione per l'infanzia ha da sempre mostrato al mondo la sua spiccata sindrome di Peter Pan, stare in mezzo ai bambini accentua il suo essere libera, la sua creativa e l’innata capacità di saper volare con la fantasia, impresa ardua per molti adulti e invidiata da altri. Diventa quindi passaggio semplice affacciarsi al mondo della scrittura dove, più che in altri ambiti, si è liberi di lasciar fluire i propri pensieri permettendo, anche agli ignari spettatori dei suoi articoli, di poter raggiungere e dare una sbirciata all’inarrivabile Isola che non c’è.