La tomba AGH 26 scoperta ad Assuan in gennaio 2019 dalla missione congiunta dell’Università degli Studi di Milano e del Ministero delle Antichità egiziano (fonte: Università Statale di Milano)

In Egitto è appena stata scoperta un’antica tomba che conserva ancora 35 mummie, sarcofagi, anfore, vasi e materiali per maschere funerarie: considerata una vera e propria necropoli, in uso dal periodo tardo-faraonico al periodo romano (VI secolo a.C.-IV secolo d.C.), è riemersa dalla sabbia di Assuan, insieme al geroglifico che riporta il nome del suo proprietario ‘Tjt’, grazie agli scavi condotti dalla missione italo-egiziana coordinata dall’Università degli Studi di Milano e dal Ministero delle Antichità egiziano.

‘Cartonnage’ in forma di collana larga (fonte: Università di Milano)

Gli scavi, diretti da Patrizia Piacentini, docente di Egittologia e archeologia egiziana dell’Università di Milano, insieme a Abdelmanaem Said, del Ministero delle Antichità egiziano, hanno mappato circa 300 tombe databili tra il VI secolo a.C. e il IV secolo d.C., situate sulla riva occidentale di Assuan, nell’area che circonda il Mausoleo dell’Aga Khan.

Veduta della stanza laterale della tomba, con il sarcofago scavato nella roccia (fonte: Università di Milano)

La “nuova” tomba, già depredata dai ladri nell’antichità, presenta una stanza funeraria principale e una laterale: nella prima sono state trovate 30 mummie ben conservate, tra le quali alcune di bambini piccoli che erano state depositate in una lunga nicchia laterale, e appoggiata a una parete, una barella intatta in legno di palma e strisce di lino, usata dalle persone che avevano depositato le mummie nella tomba.

Copertura per i piedi in ‘cartonnage’ con decorazione dorata (fonte: Università Statale di Milano)

A corredo, vasi contenenti bitume per la mummificazione, ‘cartonnages’ bianchi pronti per essere dipinti e altri già dipinti, una statuetta in legno ben conservata e dipinta dell’uccello-Ba, che rappresenta lo spirito del defunto. Nella seconda stanza funeraria sono state trovate quattro mummie, accompagnate da vasi che contenevano ancora resti di cibo, fondamentale per il ‘viaggio’ che il defunto si accingeva a compiere. Due mummie sovrapposte, probabilmente di una madre e di suo figlio, erano ancora coperte da ‘cartonnage’ dipinto, una sorta di maschera funeraria fatta con papiro, mentre un sarcofago era stato scavato direttamente nel pavimento roccioso.

Due mummie sovrapposte, probabilmente di una madre con il figlio (fonte: Università di Milano)
Elisa Sirtori
Sportiva per passione ma con la determinazione di un professionista, ha deciso di dedicare anima e corpo a fare tutto quello che la rende felice. Lo sport è sicuramente il motore che la spinge a dare il massimo in tutto, la passione è il cuore pulsante per realizzare i suoi sogni. In procinto di laurearsi in scienze dell'educazione per l'infanzia ha da sempre mostrato al mondo la sua spiccata sindrome di Peter Pan, stare in mezzo ai bambini accentua il suo essere libera, la sua creativa e l’innata capacità di saper volare con la fantasia, impresa ardua per molti adulti e invidiata da altri. Diventa quindi passaggio semplice affacciarsi al mondo della scrittura dove, più che in altri ambiti, si è liberi di lasciar fluire i propri pensieri permettendo, anche agli ignari spettatori dei suoi articoli, di poter raggiungere e dare una sbirciata all’inarrivabile Isola che non c’è.