I film francesi hanno sempre una marcia in più rispetto agli altri. Da sempre le opere cinematografiche francesi riescono a raccontare storie coinvolgenti sapendo inserire tutto ciò che serve in una buona storia.
Mes Jours de Gloire, diretto da Antoine de Bary, in concorso per la sezione Orizzonti, rientra perfettamente in questa categoria.

Adrien (Vincent Lacoste) è un moderno Peter Pan. Ormai trentenne che si comporta ancora come un ragazzino. Da piccolo ha conosciuto il successo come attore, ma ormai sono passati sette anni e oggi Adrien non ha né fama né soldi. Deve tornare a vivere con i suoi genitori per ricominciare da capo. Sospeso tra la possibilità di una storia d’amore e quella di un ritorno come attore, che Adrien si immagina trionfale, il suo percorso sarà pieno di ostacoli.

Il film è divertente, struggente, gradevole, sapendo cullarti in una storia che è un po’ quella di molti trentenni come Adrien. Sta attraversando il passaggio alla vita adulta e sta scoprendo che non è poi così divertente, che deve cavarsela da solo e che non ha una vaga idea di cosa accadrà in futuro. Lacoste è simpatico, ha un viso da personaggio brillante ma sa fare anche il drammatico. Il suo look ricorda un po’ quello di Bob Dylan, l’atteggiamento è sempre molto bambinesco ma è impossibile non amarlo fin dal primo momento.
Adrien è insicuro e spiazzato, non è più il giovane ragazzo pieno di belle speranze che era prima, nei suoi giorni di gloria appunto, ma non è ancora pronto per il mondo da adulti. La sua angoscia esistenziale è continuamente smascherata dal divertimento. Adrien vive in una costante negazione di tutti i problemi che lo affliggono.
Lacoste è superbo nell’interpretazione di un ragazzo sulla trentina che gli calza a pennello.

La sensazione che si prova uscendo dalla sala è di una malinconica dolcezza, con un appagamento dei sensi. In un momento in cui siamo in bulimia di immagini, provare una reale soddisfazione emotiva per un film non è facile perché abbiamo visto tutto. La semplicità e il rigore narrativo dei film francesi però ci restituisce il Cinema, il piacere della sala e il piacere del relax.

Sara Formisano
Cinefila convinta e amante della letteratura da sempre. Di fronte a un foglio bianco la prima cosa che le viene in mente è: scrivere! Figlia della regola aristotelica per cui possiamo mettere ordine nel caos della vita solo attraverso una storia, con un inizio un mezzo e una fine. Accanita consumatrice di storie, le legge, le vede e le scrive. La sua citazione preferita, quella che un po' la descrive è: "L'unico modo per resistere alle tentazioni è cedervi". Laureata in Cinema, con una specializzazione in Scienze dello Spettacolo e della Produzione Multimediale, ha conseguito un Master in Cinema e Televisione con un focus in Sceneggiatura. Ha fatto script concept per Teatri Uniti e lo scouting dei film per Imago Company. Da sempre appassionata di letteratura, esprime quello che ha dentro con la scrittura. Ha spesso rubato da quello che vedeva tutti i giorni in treno mentre andava al lavoro oppure dalle esperienze delle amiche. Il suo desiderio più grande è pubblicare il suo primo romanzo.