Lascaux 3.0, il fascino della preistoria. In esclusiva per il MANN

Lascaux 3.0
Paolo Giulierini

Al MANN Museo Archeologico Nazionale di Napoli approda la mostra Lascaux 3.0, un viaggio eslusivo nella preistoria e per la prima volta in Italia, che sarà visitabile sino al prossimo 31 maggio.

Lascaux 3.0 è una mostra interattiva per scoprire la Grotta francese. Arte e tecnologia per un’appassionante avventura della conoscenza, che ci fa tornare indietro di 20mila anni. L’esposizione permette di scoprire, nella Sala del Cielo Stellato e in quelle attigue, il famoso complesso della Grotta di Lascaux, un vero e proprio tesoro artistico risalente al Paleolitico superiore e inserito, dal 1979, nella Lista UNESCO del Patrimonio Mondiale dell’Umanità.

Lascaux 3.0

La mostra nasce da un accordo stabilito con la Società  pubblica “Lascaux- L’Esposizione Internazionale”, il Dipartimento di Dordogne- Périgord e la Regione della Nouvelle Aquitaine: il sito preistorico, infatti, è interdetto alle visite dal 1963 ed è fruibile soltanto tramite una ricostruzione limitrofa al complesso, presentata anche in una versione espositiva itinerante nel mondo.

Così, la programmazione dell’exhibit su Lascaux, parte fondamentale della stagione delle grandi mostre 2020 dell’Archeologico, è stata quasi naturalmente legata agli studi ed ai lavori per il restyling della collezione museale della “Preistoria e Protostoria”, che riaprirà al pubblico il prossimo 28 febbraio: nell’allestimento permanente del MANN, saranno restituiti alla fruizione dei  visitatori circa 3mila reperti, anche esposti per la prima volta dai depositi e presentati, nelle sale adiacenti alla Meridiana, in un percorso diacronico e per contesti, dal Paleolitico inferiore all’Età del Ferro.

Emozionale, tecnologico, didattico e rigoroso: sono questi i caratteri del viaggio di Lascaux 3.0.

Grazie alle suggestioni dell’allestimento, i visitatori non soltanto riescono a vivere la sensazione di passeggiare tra le straordinarie pitture rupestri del Paleolitico superiore, ma hanno anche la possibilità di ampliare  le proprie conoscenze sull’arte primitiva (lungo il percorso, infatti, sono presenti postazioni interattive di approfondimento sui principali contenuti della mostra).

Il percorso del pubblico, così, vuole riproporre lo stupore che provarono Marcel Ravidat ed i suoi amici al momento della scoperta della Grotta, nel 1940, fornendo, al tempo stesso, le nozioni storiche sull’epoca in cui vissero i Cro-Magnon.

Lascaux 3.0

Questa particolare commistione di tempi è creata, in primis, dalla riproduzione degli ambienti della Grotta, in gran parte presentati nell’esposizione grazie al suggestivo tunnel di accesso alle postazioni interattive. Negli spazi didattici, inoltre, possibile approfondire ogni caratteristica del sito preistorico, così composto:

La Sala dei Tori: è stata resa celebre dalla presenza di un animale mitico, l’“unicorno”, che apre un fregio di figure sovrastate da due grandi tori; nel dipinto, spiccano dei piccoli cervi, notabili per le loro corna, una mandria di cavalli, alcuni motivi astratti e geometrici.

Il Diverticolo Assiale:  nella Grotta, rappresentava un’estesa sezione dipinta con la raffigurazione di una lunga fila di animali. Guidano il gruppo la “Mucca Rossa con la Testa Nera”, i “Piccoli cavalli gialli” e la “Mucca con il corno che cade”. Domina la scena un “Grande Toro Nero”, che si contrappone al colore rosso delle vacche; conferiscono leggerezza all’insieme un “Cavallo al galoppo” ed un “Cavallo al contrario”;

Il Passaggio: era lo spazio di collegamento che portava dalla Sala dei Tori alla Navata. L’altezza esigua (solo 1.5m) del passaggio ha determinato la realizzazione di pitture piccole e dal taglio preciso, raffiguranti animali e motivi geometrici.

La Navata: è legata ad uno dei simboli del Complesso di Lascaux. Qui si trova, infatti, la straordinaria “Vache noire” (Mucca Nera), rappresentata nello spazio limitrofo alle altrettanto famose decorazioni del “Fregio con gli stambecchi” e dei “Bisonti addossati”. Secondo gli studiosi, gli abitanti della Grotta, quando realizzavano le pitture, lavoravano appollaiati su una sorta di trespolo, che era un tronco d’albero tagliato grossolanamente.

L’Abside: ben mille elementi dipinti caratterizzavano questa cupola. Predominanti gli animali (circa la metà delle figure rappresentate), ma non mancavano incisioni e segni grafici;

Il Pozzo: profondo cinque metri, aveva un ingresso, mai trovato e verosimilmente separato dal resto del Complesso di Lascaux. Nell’area, è stata dipinta l’unica figura umana rappresentata a Lascaux, intorno alla quale sono disposti quattro animali.

La Galleria dei Felini: costituiva la parte finale della Grotta di Lascaux; sulle pareti erano rappresentati, con pitture ed incisioni, oltre cinquanta animali, tra cui felini.

Lascaux 3.0

Uno spazio di approfondimento ad hoc è dedicato, infatti, al mestiere dell’archeologo, seguendo le ricerche effettuate dagli studiosi che, dal 1940, si sono occupati di Lascaux: si parte, naturalmente, da Henri Brueil e dagli scavi solerti, per quanto intuitivi ed improvvisati, realizzati nel complesso della Grotta per recuperare i primi trecento utensili preistorici nella cava.

A seguire, André Glory, riconosciuto meritoriamente per la sua opera di documentazione e per le prime proteste contro l’invasione indiscriminata da parte dei visitatori di Lascaux; Nobert Aujoulat, noto per le riproduzioni fotografiche della Grotta e dei suoi ambienti; André Leroi-Gourhan, innovativo per aver effettuato, nella sua opera Lascaux inconnu, una classificazione (analoga ad un moderno bestiario) delle mille raffigurazioni presenti nel complesso.

I ritratti storici degli studiosi sono naturalmente legati ad alcuni specifici focus esplicativi, che seguono le diverse tecnologie, via via più evolute, usate per riprodurre la grotta di Lascaux: fare calchi, riportando su supporti leggerissimi le pitture parietali della cava ed usando una tecnica minuziosa similare quasi a quella dei copisti medioevali; fotografare, fissando le immagini secondo diverse angolazioni; “filmare”, come fece nel 1980 il regista Mario Ruspoli, che realizzò brevissime clip con luce molto fioca per non danneggiare le pitture; datare i reperti con il metodo radio-carbonio 14C, applicabile ai soli oggetti organici rinvenuti nel complesso (non alle decorazioni, realizzate con pigmenti minerali e quindi non classificabili).

Lascaux 3.0

Per i più piccoli (e non solo), presenti dei moduli di approfondimento su alcuni aspetti della vita dell’uomo di Cro-Magnon, con riproduzioni di alcuni strumenti: possibile sapere di più su caccia, alimentazione, “abitazioni” ed abbigliamento dei nostri antenati del Paleolitico, scoprendo anche alcune curiosità.

Particolare, inoltre, la ricostruzione del”artista visuale Elizabeth Daynes, specializzata nella rappresentazione dei volti degli uomini primitivi: per il pubblico della mostra Lascaux 3.0 sarà possibile, letteralmente, “guardare in faccia” i propri antenati.

Accanto all’apparato divulgativo, presente nell’esposizione, i Servizi Educativi, Ricerca e Promozione del MANN organizzeranno quattro laboratori rivolti a bambini e ragazzi dagli 8 ai 14 anni, in collaborazione con la Scuola Italiana di Comix e l’Accademia di Belle Arti.

Gli incontri, intitolati “Nella Grotta di Lascaux. Laboratorio di decorazione murale”, si svolgeranno sabato 22 febbraio, 21 marzo, 18 aprile e domenica 17 maggio (sempre alle 10.30, con prenotazione obbligatoria ai Servizi Educativi del Museo: tel.: 0814422328, dal lunedì al venerdì, ore 9-13). All’inizio di ciascun laboratorio didattico, ai bambini saranno mostrate le pitture rupestri presenti nella Grotta di Lascaux; in un secondo momento, le decorazioni murali saranno riprodotte, utilizzando strumenti e materiali rudimentali.

L’obiettivo sarà ricreare un ambiente simile a quello in cui hanno agito i nostri antenati durante la realizzazione delle pitture nel sito di Lascaux. Per l’esecuzione dei “dipinti rupestri” sarà usato un supporto che simula la pietra, su cui i piccoli visitatori interverranno usando pigmenti di colori terrigni contenuti da conchiglie.

Lascaux 3.0

Previste, infine, altre proposte di itinerari e laboratori a cura di Coopculture: “Lascaux 3.0- il percorso generale”, che spiegherà al pubblico l’affascinante storia del sito francese e le vicissitudini legate alla sua riproposizione; “La tua Lascaux. Laboratorio ludico-ricreativo per famiglie” (in programma il venerdì alle 17.30, il sabato e la domenica alle 16.30): accanto al tradizionale percorso di visita della mostra, i partecipanti realizzeranno un diorama preistorico ispirato alla Grotta. Il modellino sarà costruito con materiali da riciclo (scarpe, carta crespa e carta pacchi) ed i visitatori ne decoreranno le pareti, simulando le pitture rupestri; 3) “Lascaux- l’uomo e il suo ambiente”: rivolto alle scuole primarie, l’incontro sarà strutturato in un primo momento di visita guidata ed in una seconda fase dedicata all’approfondimento dei contenuti storici e didattici.

INFO:
Lascaux 3.0
MANN Museo Archeologico Nazionale

Fino al 31 maggio

ORARI: Aperto tutti i giorni – chiuso il martedì. ore 09.00 – 19.30