Morte di una Sirena, la recensione del libro di Thomas Rydhal e A. J. Kazinski

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Morte di una Sirena copertina libro

Rydhal e Kazinski prendono spunto dal diario di Hans Christian Andersen per raccontare un crime di inizio ottocento ambientato a Copenaghen.
Morte di una Sirena, edito da Neri Pozza, si apre, infatti, con una suggestiva introduzione:

{Per tutta la sua vita adulta Hans Christian Andersen tenne un diario, in cui scrisse quasi ogni giorno, dal 1825 fino alla morte, avvenuta nel 1875.
C’è soltanto un vuoto di un anno e mezzo.
Quando nell’estate del 1834, rientra dall’Italia povero in canna, le sue annotazioni cessano di colpo. Nessuno sa perché.}
Questo romanzo inizia nel punto in cui il diario di Andersen si interrompe.

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Siamo a Copenaghen, appunto, è il 1834. Anna, giovane e bellissima prostituta,  lavora in una zona della città dove le botti d’acquavite prendono fuoco per strada, i panettieri vendono pretzel infilati sui bastoni, i marinai ballano tra di loro e i mendicanti e i ladri si aggirano senza sosta. Anna è madre, sua figlia la Piccola Marie di sei anni, ha bisogno di cure e attenzioni come ogni figlio e quindi Anna riceve fino a tarda ora uomini ubriachi ed eccitati che non le chiedono nemmeno il nome, le strappano i vestiti di dosso e la prendono. Una sera viene condotta a forza in una casa elegante e, davanti a una grande porta spalancata sul mare, qualcuno pone fine alla sua giovane vita. Il suo corpo viene ritrovato nell’immondezzaio della città, il canale dove si raccolgono tutti i rifiuti di Copenaghen. Un corpo bellissimo con gli occhi chiusi, ma con i capelli che, come quelli di una sirena, scintillano di conchiglie.

Le accuse ricadono subito su «L’uomo dei ritagli»… l’assassino non può essere che lui. Molly, la sorella minore di Anna, ne è sicura: soltanto un dissoluto può recarsi nell’appartamento di una prostituta e starsene tutto il tempo su una panca a contemplarla e a realizzare ritagli di carta che le somigliano. Ne è convinto anche il questore: il responsabile dell’infelice decesso non può essere che lo scrittorucolo con la passione per carta e forbici, l’uomo che è stato visto uscire per ultimo dall’appartamento della vittima. «L’uomo dei ritagli» è proprio Hans Christian Andersen ed è uno scrittore ma come tutti gli scrittori è frustrato per il mancato successo e per quel sentore di fallimento che sente addosso tutto il giorno. Nessuno lo incoraggia nella sua arte e lui stesso, molto spesso dubita delle proprie incapacità. Sarà la sua insicurezza a fargli rischiare la condanna a morte ma proprio Molly la prima che ha puntato il dito contro di lui, con la sua caparbietà saprà aiutarlo ad essere più sicuro di sé. I due Sherlock Holmes improvvisati si metteranno sulle tracce del vero assassino di Anna che, nel frattempo, colpisce ancora.  Ma devono far presto, Andersen ha solo tre giorni per dimostrare la sua innocenza portando alla giustizia il colpevole.

La narrazione ci porta subito nell’atmosfera nord europea dell’ottocento in una dimensione lontana e suggestiva ma allo stesso tempo inquietante e oscura.
In Morte di una Sirena è facile immergersi nel contesto e nei luoghi descritti dagli autori grazie alla scrittura ricca di dettagli, anche spesso cruenti, la quale risulta fotografica: leggendo, vediamo.

I personaggi usano spesso un linguaggio sboccato, quotidiano, duro e impietoso come la vita. La cosa interessante è la figura di Andersen e il fatto che si usi un personaggio realmente esistito e lo si cali in un contesto nuovo, inventato, completamente diverso dal suo genere.
Si tratta di una sorta di fanfiction con accenti allo stile di Mary Shilley e al suo Frankenstein.

Gli appassionati di crime e gotico, dunque, troveranno pane per i loro denti con Morte di una Sirena. Gli appassionati di fiabe potranno gradire di una versione insolita di Andersen. Che tutto questo sia vero o meno ha poca importanza, l’avventura che ci si para davanti, il mistero che si nasconde nelle sparizioni di Copenaghen e nei cruenti omicidi ci tiene legati alla pagina e tanto è sufficiente per un crime con protagonista il futuro autore delle fiabe per bambini.

Vi consigliamo anche la lettura di La casa dalle finestre sempre accese, trovate qui la recensione.

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