Scrittori e amanti di Lily King ci fa sentire meno sole

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Scrittori e amanti copertina libro

Dal 22 aprile è arrivata una vera perla tra gli scaffali delle librerie, Scrittori e amanti di Lily King edito da Fazi.
L’autrice è diventata nota al pubblico letterario per Euforia (2014) sebbene il suo primo romanzo risalga al 1999.

Scrittori e amanti è un titolo immediato e semplice, la storia sta tutta in queste parole e racconta di una scrittrice esordiente all’alba dei trenta, sommersa dai debiti universitari, che per anni si è divisa tra l’Europa e l’America per poi tornare in patria a Cambridge (Massachussets), proprio nella città universitaria di Harvard, cuore pulsante di un mondo brulicante di scrittori.
Peccato che Casey faccia la cameriera per mantenersi e cerchi di finire il suo primo romanzo la mattina prima di andare a lavoro.
In queste ore di scrittura Casey si è ripromessa di non pensare ai soldi che deve al fisco e a sua madre, morta improvvisamente proprio all’inizio dell’anno. In questo modo Casey non avrà distrazioni e si concentrerà sul suo obiettivo.
Ad aiutarla ci sarà la sua migliore amica Muriel, scrittrice anche lei, il suo contatto con la vita sociale. Sarà proprio Muriel il veicolo di diverse occasioni di incontro per Casey con gli “amanti” di cui sopra e non solo. Come resistere a una simile distrazione?
L’amica sarà per lei una sorta di “angelo viaggiatore”, una guida, che con il suo intervento cambia la vita emotiva e lavorativa della scrittrice aiutandola a trovare la strada.
Ne abbiamo tutti uno nella vita, anche se spesso non sappiamo riconoscerlo ma c’è sempre per noi amico-guida il cui intervento nella nostra vita è sempre positivo.
Muriel è proprio questo, il polo positivo all’interno di una storia che da malinconica prende delle tinte tragiche per poi arrivare alla catarsi finale.

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King ha tracciato l’identikit classico dell’aspirante scrittrice la cui vita sembra arrancare verso un futuro più che mai incerto mentre quella degli altri progredisce serenamente. È una sensazione familiare per alcuni di voi? Scommetto di sì a prescindere da quale sia il vostro sogno.

Innanzitutto è bene dire che il libro è presentato come un prodotto leggero fin dalla copertina e il titolo non aiuta di certo, ricordando una sit-com o una commedia romantica (e in alcuni passaggi lo sembra in effetti), ma ad un certo punto accade qualcosa di veramente magico, Scrittori e amanti si svela in tutta la sua verità e profondità. La storia di Casey è un po’ quella di tutti noi scrittori, alcuni stanno vivendo le stesse paure e difficoltà della protagonista proprio in questo momento, altri le hanno vissute. In ogni caso le paure tutte umane di Casey e il dolore che scaturisce da una perdita sono cose che conosciamo tutti e che tutti abbiamo vissuto, scrittori e non.
Dopotutto lo scopo di un’opera narrativa, di qualunque natura essa sia, è un po’ questo incontrare la sensibilità di un pubblico che sia il più ampio possibile.

In cosa dunque il romanzo di King si differenzia dagli altri? Qualche detrattore potrebbe dire che è un romanzo scritto bene che ha saputo fare il minimo che gli era richiesto, la metà del suo dovere. Ritengo invece che tutti dovrebbero leggere un libro come Scrittori e amanti, perché diverse affermazioni e riflessioni che vi si trovano all’interno, le paure e il dolore i dubbi sui rapporti con partner vari ed eventuali, costituiscono un corredo che ci appartiene e che ci è cucito addosso.
Quando un romanzo non è solo una lettura, una forma di intrattenimento, ma diventa uno specchio in cui l’individuo può riconoscersi allora il lavoro è compiuto.

Il libro parte dalla superficie per poi portarti sempre più a fondo e farti attraversare onde emozionali talmente intense da ritrovarti a piangere o sentirti disorientata come se gli accadimenti della storia fossero i tuoi. A chi non è capitato di sognare una vita diversa da quella presente? Chi non si è mai sentito disorientato e confuso nell’abitare la propria esistenza? Non è forse ciò che stiamo provando tutti o quasi durante la pandemia?

Proprio in questo periodo storico in particolare lo status quo di Casey, il ronzio che sente sotto pelle (le api, come le chiama lei) e che la rende inquieta sono condizioni psicofisiche che in qualche modo in tanti abbiamo vissuto, soprattutto nella fascia dei trenta.
Da parte della protagonista c’è un costante desiderio di fuga, perfino dal proprio corpo che diventa talmente pesante e ingestibile da essere un peso; tanto da non sapere come fare per portarlo in giro.

Casey, come alcuni illustri predecessori letterari, non abita davvero il mondo in cui agisce, come il Holden Caulfield per esempio, osserva l’agire umano intorno a sé e rimugina molto senza mai operare un vero cambiamento con il suo agire.

Nonostante i molti ostacoli che le si pongono davanti, però, rispetto al giovane Holden, Casey compie il perfetto viaggio dell’eroe comprensivo di punto di morte ma non fallisce come lei stessa credeva. Il tanto agognato elisir arriva anche per la sua storia, forse con il classico cliché romantico della felicità all’ultimo minuto ma dopo tanto dolore silente (ma non per questo meno forte) siamo felici di vedere l’eroina raggiungere i suoi obiettivi e sentirsi finalmente bene, piuttosto che “buttarsi sotto un treno” come le eroine tragiche.

La scrittura è ciò che fa da collante a ogni evento e viene prima di qualsiasi altra cosa, perfino prima dell’amore stesso, eppure siamo chiaramente di fronte a una commedia romantica, scritta con verità e grande sensibilità; una storia d’amore (con la scrittura e con la vita stessa) che vorremmo vedere su uno schermo.

L’oggetto libro diventa, con questa lettura, un compagno di viaggio e Casey un’amica che vorremmo rivedere.

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