Palazzo Reale di Milano inaugura la programmazione autunnale con Monet

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Palazzo Reale di Milano si prepara ad accogliere Monet: in arrivo 53 opere provenienti dal Musée Marmottan Monet di Parigi, visitabili dal 18 settembre 2021 al 30 gennaio 2022. Palazzo Reale inaugura la programmazione autunnale proprio a partire da questo evento imperdibile, che unisce due città importanti e celebra l’artista più amato tra gli Impressionisti. Un’occasione eccezionale per ammirare opere inedite, personali che espongono il lato interiore, nascosto del pittore francese, capace di cogliere la mutevolezza naturale e i riflessi quotidiani degli ambienti e dei protagonisti semplici della vita. Quale può essere un possibile collegamento, un punto di contatto tra Parigi e Milano? Tra il Musée Marmottan Monet e Palazzo Reale? Un nome unico e conosciuto in tutto il mondo… Claude Monet, a cui verrà dedicata una mostra dal 18 settembre 2021 al 30 gennaio 2022.

Questa esposizione eccezionale inaugura il programma autunnale di Palazzo Reale a Milano e rientra nel progetto museologico ed espositivo “Musei del mondo a Palazzo Reale” nato con l’intento di far conoscere le collezioni e la storia dei più importanti musei internazionali. Dal 18 settembre 2021 sarà possibile la visita di ben 53 opere dell’artista più amato tra gli Impressionisti, grazie a questo evento unico e ad un sostegno reciproco, efficace. Promossa dal Comune di Milano-Cultura e prodotta da Palazzo Reale e Arthemisia, la mostra è curata da Marianne Mathieu ed è realizzata in collaborazione con il Musée Marmottan Monet di Parigi, da cui proviene l’intero corpus di opere, e l’Académie Des Beaux – Arts – Institut de France. Questa è un’iniziativa che vede due città come Milano e Parigi con al centro Monet e il grande interesse, la bellezza che le sue opere tramettono.

Palazzo Reale Monet ninfee
Claude Monet (1840-1926) Nymphéas, vers 1916-1919 Huile sur toile, 130 x 152 cm Paris, musée Marmottan Monet, legs Michel Monet, 1966 Inv. 5098 © Musée Marmottan Monet, Académie des beaux-arts, Paris

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Un percorso espositivo dove ad accogliere il pubblico ci saranno numerose opere di Monet, tra cui le sue “Ninfee” (1916-1919), già protagoniste di un evento particolare a Genova, “Il Parlamento. Riflessi sul Tamigi” (1905) e “Le rose” (1925-1926), la sua ultima e magica opera: un prestito straordinario non solo perché riunisce alcune delle punte di diamante della produzione artistica di Monet, ma anche per l’enorme difficoltà di questo periodo nel far viaggiare le opere da un paese all’altro. Il percorso cronologico ripercorre l’intera parabola artistica del Maestro impressionista, letta attraverso le opere che l’artista stesso considerava fondamentali, private, tanto da custodirle gelosamente nella sua abitazione di Giverny. Opere che lui stesso non volle mai vendere e che ci raccontano le più grandi emozioni legate al suo genio artistico. Una collezione personale, intima, che parla di un artista straordinario, della sua visione e della sua sensibilità profonda. Le sue ambientazioni e i suoi soggetti riportano a galla il suo modo di vedere, ciò che più gli stava a cuore, il lato prezioso del suo vissuto. È emozionante avere davanti un quadro che per Monet doveva restare segreto, nascosto al pubblico perché fortemente personale. Avere la possibilità di ammirare questo suo aspetto nascosto crea quasi una confidenza tra il visitatore e l’opera stessa. Un’opportunità che questa mostra offre al pubblico in modo inedito.

Palazzo Reale Monet
Claude Monet (1840-1926) Iris, vers 1924-1925 Huile sur toile, 105 x 73 cm Paris, musée Marmottan Monet, legs Michel Monet, 1966 Inv. 5076 © Musée Marmottan Monet, Académie des beaux-arts, Paris

Il Musée Marmottan Monet – la cui storia è raccontata nel percorso della mostra – possiede il nucleo più grande al mondo di opere di Monet, frutto di una generosa donazione di Michel, suo figlio, avvenuta nel 1966 verso il museo parigino – che prenderà proprio il nome di “Marmottan Monet”. Suddivisa in sette sezioni e curata da Marianne Mathieu – storica dell’arte e direttrice scientifica del Musée Marmottan Monet di Parigi – l’esposizione introduce quindi alla scoperta di opere chiave dell’Impressionismo e della produzione artistica di Monet sul tema della riflessione della luce e dei suoi mutamenti nell’opera stessa dell’artista, l’alfa e l’omega del suo approccio artistico. Le sue opere rappresentano soggetti diversi visti da angolature e momenti vari, colti nella loro semplicità, colpiti dall’illuminazione naturale che li rende variabili. Monet è affascinato da questa mutevolezza naturale, dagli stessi spazi che riescono a cambiare grazie alla semplice luce giornaliera, dalla variazione instancabile quotidiana. I suoi tocchi sulla tela sono spessi ma sfuggenti, confluiscono uno sull’altro mescolandosi e creando esattamente quella sensazione di variabilità, quell’istante magico che il pittore stesso ha colto in quel preciso istante. Dando conto dell’intero excursus artistico del Maestro impressionista, a partire dai primissimi lavori che raccontano del nuovo modo di dipingere en plein air e da opere di piccolo formato, si passa ai paesaggi rurali e urbani di Londra, Parigi, Vétheuil, Pourville e delle sue tante dimore. È il mondo di Monet, con le sue corpose ma delicatissime pennellate e con quella luce talvolta fioca e talvolta accecante che ha reso celebri capolavori come “Sulla spiaggia di Trouville” (1870), “Passeggiata ad Argenteuil” (1875) e “Charing Cross” (1899-1901), per citarne alcuni. Ma non solo. Verdeggianti salici piangenti, viali di rose e solitari ponticelli giapponesi, monumentali ninfee, glicini dai colori evanescenti e una natura ritratta in ogni suo più sfuggente attimo. Elementi naturali e umani che sulla tela sono eterni, immortalati in un momento che li ha resi fissi, li ha definiti così come Monet li ha osservati e realizzati. I suoi paesaggi sono inconfondibili, i suoi fiori e le sue ninfee da semplici ornamenti sono divenuti opere d’arte dotate di grande potenza espressiva e cromatica. Monet ha introdotto un nuovo modo di dipingere e di guardare il mondo in generale, la sua attenzione alla semplicità in realtà nasconde una tecnica e una cura complesse, studiate e senza precedenti. I colori dati per pennellate veloci restituiscono un soggetto reale, mutevole in ogni suo naturale passaggio, visto con gli occhi di un artista unico.

Parigi e Milano celebrano il valore e l’importanza di Monet e della sua opera, dotata di una semplicità artistica, profonda e ricca, delicata e suggestiva. Un grande scambio culturale per un grande pittore.

INFO:

www.palazzorealemilano.it
www.monetmilano.it

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