The Guilty: il remake “copia carbone” su Netflix. Recensione

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Remake dell’omonimo thriller poliziesco Il colpevole – The Guilty (2018) del danese Gustav Möller, Antoine Fuqua confeziona un prodotto che risulta essere molto fedele all’originale (forse fin troppo) e dirige un ottimo Jake Gyllenhaal, quasi unico attore presente in scena. La polizia di Los Angeles è tempestata di chiamate e l’agente Joe Baylor, essendo coinvolto in un processo a suo carico, è stato trasferito al centralino dove, tra una chiamata e l’altra, resterà profondamente coinvolto in una richiesta d’aiuto che lo lascerà letteralmente attaccato al telefono.

Per chi avesse già visto l’originale la recensione potrebbe tranquillamente sintetizzarsi con: The Guilty restituisce una buona sensazione di déjà vu. Chi invece dovesse imbattersi in questo film per la prima volta scorrendo il catalogo Netflix si troverà davanti un prodotto ben confezionato e dalle scelte narrative peculiari: una stanza, un poliziotto, un telefono, delle voci. Fine. Una regia che gioca tantissimo sui primi piani per restituire tutta la carica emotiva dell’evolversi della vicenda e qui l’espressività di Gyllenhaal viene fuori in tutta la sua forza.

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Più la visione prosegue più si provano tutte le sensazioni di disagio, la frustrazione di Joe Baylor nel tentativo di salvare la donna rapita con il solo utilizzo di telefonate ai vari dipartimenti di polizia per provare a coordinare un’operazione di recupero. L’angoscia si farà sempre più presente e pressante, mostrando (si fa per dire) poco alla volta sempre più pezzi del puzzle e anche della figura di Baylor, che nel corso delle chiamate avrà una metamorfosi, una presa di coscienza che lo porterà ad affrontare i suoi demoni interiori.

The Guilty riesce a trasmettere un senso di disagio e distacco dalla realtà, essendo la visione privata di qualsiasi evento, con la voce come unica finestra sul mondo. Le descrizioni, i suoni, i sospiri, i singhiozzi sono le uniche concessioni fatte allo spettatore che dovrà sforzarsi attivamente nell’immaginare la scena, proprio come Joe costretto a rimanere in linea.

In conclusione, The Guilty è un film in grado di generare una buona dose di tensione e suspense, che forse raggiunge il suo pieno ritmo con un po’ di difficoltà e che aggiunge ben poco all’opera originale, ma che resta un ottimo prodotto di genere per chi voglia vedere un film in cui i colpi di scena si susseguono e nulla è scontato.

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