Lucio Dalla, il suo patrimonio al centro di una guerra: ecco cosa è successo

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Lucio Dalla, un nome che non ha bisogno di presentazioni, un poeta, l’artista che ci ha fatto cantare per anni le sue poesie in musica e che troppo presto ci ha lasciati. Il 1 marzo del 2012, infatti, Lucio Dalla si è spento, ma non le sue canzoni che ancora sono colonne sonore e inni della nostra vita.

La sua è stata una musica indipendente che lo ha portato a vivere una carriera all’insegna della libertà e anche dell’inclusività. Proprio l’ultima serata del Festival di Sanremo lo ha visto al centro del ricordo di Sabrina Ferilli che ha voluto omaggiarlo insieme ad Amadeus e ricordare la sua ultima apparizione pubblica, proprio al Festival.

I fan conoscono molto bene il percorso, sia artistico che di vita di Lucio Dalla, il quale perse il padre all’età di sette anni a causa di un tumore, per questa ragione sua madre lo mandò in collegio a Treviso dove trascorre le scuole elementari, iniziando ad esibirsi in piccole recite scolastiche. Artista fin da bambino quindi, nel periodo in cui era già evidente l’estro di colui che sarebbe diventato il cantautore con il basco e gli occhiali tondi.

Come artista Lucio Dalla si è sempre rinnovato e evoluto cercando nuovi stili e nuovi orizzonti e ha collaborato con diversi artisti nazionali e internazionali passando a vari generi musicali, dal beat fino alla canzone d’autore. La sua attività musicale si può dividere in tre periodi: le origini con il jazz e le prime partecipazioni a Sanremo, la collaborazione con Roversi e la maturità artistica seguita dalla fase pop.

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Anche sua madre sapeva fin dal primo momento che il figlio avrebbe avuto un futuro nel mondo dello spettacolo e lo stesso Dalla ha raccontato più volte un aneddoto che riguarda sua madre e il fatto che vedesse il figlio come un piccolo genio:

Avevo undici anni quando mia madre, donna strana, una stilista che non sapeva mettere un bottone, mi portò in un istituto psicotecnico di Bologna per un test sulle mie attitudini: risultò che ero un mezzo deficiente. Mia madre sospettava fossi un genio, anche per questo mi lasciò partire a quindici anni per Roma. A scuola andavo male –ricorderà l’artista– preferivo andare in giro a suonare. A diciassette anni ero già a Roma a fare musica”. 

La passione per il jazz arriva tra un liceo e l’altro, in un periodo in cui cambiò scuola più volte.  In un’intervista ha raccontato l’importanza di quelle vacanze in Puglia, a Manfredonia: “È stato durante queste vacanze da emigrante alla rovescia che è avvenuta in me la spaccatura tra due diversi modi di vivere. Così oggi mi ritrovo con due anime: quella nordica (ordinata, efficiente, futuribile, perfezionista, esigente verso sé e verso gli altri) e quella meridionale (disordinata, brada, sensuale, onirica, mistica).

È nel sud che sono diventato religioso, di una religiosità forsennata, irrazionale, pagana”. 

Tra i successi di Lucio Dalla non possiamo dimenticare: Caruso, Attenti al lupo, 4 marzo 1943 dedicata a sua mamma, Stella di mare, Anna e Marco, Cara, La notte dei miracoli e naturalmente L’anno che verrà la canzone inno di ogni capodanno.

Ma qual è stato il problema legato al patrimonio di Lucio Dalla dopo la sua morte? Si sa che dopo la scomparsa di un personaggio importante come lui vengono a galla richieste e pretese da parte di questo o quel parente e sorgono così problemi di eredità.

L’eredità di Lucio Dalla: ecco cosa è successo

Lucio Dalla è scomparso ormai da 10 anni, nel 2012 in seguito a un infarto. Dopo la sua scomparsa c’è stata una vera e propria corsa all’eredità del cantautore italiano. Il suo patrimonio si aggirerebbe intorno ai 100 milioni di euro, più i diritti d’autore relativi a ben 581 canzoni con scadenza anno 2082 e anche diversi beni immobili come case, un appartamento e una barca.

L’eredità è stata assegnata a un patrimoniale, tale Massimo Gambini ma la diatriba è avvenuta tra i famigliari del cantautore e il compagno di Lucio,  Marco Alemanno, i primi sostengono che in assenza di testamento, il compagno non avrebbe diritto a nulla e che l’eredità andrebbe ai parenti. 

Se pensiamo che Alemanno ha vissuto con Lucio Dalla per ben 9 anni è sicuramente una situazione che crea sofferenza a pensarci, dal momento che erano una coppia a tutti gli effetti e quindi Alemanno non sarebbe da escludere dalla parentela con il cantautore. Per non parlare del fatto che all’interno dell’eredità ci sarebbe anche la casa dove i due hanno vissuto durante la relazione.