Une femme aujourd’hui conquista Venezia | Robert Guédiguian racconta una donna tra carriera, trauma e nuove relazioni: la crisi che cambia tutto

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Alle Giornate degli Autori di Venezia 83, Robert Guédiguian torna con un film profondamente umanista e con il suo storico gruppo di interpreti, costruendo attorno a Marilou Aussilloux il ritratto di una donna apparentemente senza problemi.

Robert Guédiguian torna alla Mostra del Cinema di Venezia con Une femme aujourd’hui, presentato alle Giornate degli Autori dell’83ª edizione, e lo fa ancora una volta restando fedele a quel cinema umanista che da anni rappresenta il suo marchio più riconoscibile. Dopo numerose partecipazioni ai grandi festival internazionali, il regista francese continua a raccontare il proprio mondo attraverso personaggi ordinari, famiglie complesse, solidarietà e crisi personali. Anche questa volta ritrova molti dei suoi interpreti più fidati, tra cui Ariane Ascaride, Gérard Meylan, Jean-Pierre Darroussin e Grégoire Leprince-Ringuet, affiancati da Marilou Aussilloux, al centro della storia nei panni di Juliette.

Juliette sembra incarnare perfettamente l’idea di una donna contemporanea che ha raggiunto una completa indipendenza. È giovane, bella, lavora con successo nell’alta finanza, vive in un appartamento elegante con piscina e viaggia frequentemente, anche verso destinazioni come Tokyo. Ha relazioni occasionali conosciute tramite Tinder, si muove con uno scooter elettrico e sembra non avere particolare bisogno di modificare il proprio stile di vita. La madre, interpretata da Ariane Ascaride, la rimprovera perché non trova abbastanza tempo per le cene in famiglia e perché non le ha ancora dato dei nipoti, mentre il padre, interpretato da Gérard Meylan, è più indulgente. Intorno a lei ci sono inoltre due fratelli maggiori, uno zio affettuoso e un vicino protettivo interpretato da Jean-Pierre Darroussin. Un equilibrio apparentemente perfetto, destinato però a incrinarsi due volte.

Due crisi interrompono la vita perfetta di Juliette

Il primo punto di rottura arriva durante una festa in ufficio. Juliette subisce un’aggressione sessuale da parte di un collega e l’episodio produce conseguenze pesanti, tra cui un incidente automobilistico. Il film non utilizza però il trauma come semplice espediente per costruire un melodramma. Guédiguian lo inserisce dentro un percorso più ampio, nel quale la protagonista viene costretta a rivedere la propria vita e il modo in cui si rapporta agli altri. Proprio l’incidente la porta quasi a scontrarsi con una struttura che accoglie giovani madri non sposate. Juliette decide di offrire il proprio aiuto e mette a disposizione le competenze professionali che possiede, occupandosi anche di aspetti economici e amministrativi.

È in questo luogo che incontra donne molto diverse da lei, accomunate da esperienze e difficoltà che mettono in discussione il mondo privilegiato nel quale Juliette si è sempre mossa. Qui conosce anche Christian, interpretato da Grégoire Leprince-Ringuet, uno degli organizzatori della struttura e figura lontana dagli uomini incontrati fino a quel momento attraverso Tinder. A questa prima frattura se ne aggiunge una seconda, legata a un segreto familiare che il film sceglie di non svelare immediatamente e che introduce un elemento insieme malinconico e delicato. La vita di Juliette comincia così a collegarsi a nuove persone e a una storia familiare che porta con sé anche il passato coloniale in Algeria.

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Il cinema umanista di Guédiguian trova ancora forza nei personaggi

Sulla carta, molti passaggi di Une femme aujourd’hui potrebbero apparire fin troppo ordinati. Una protagonista privilegiata incontra una realtà più difficile, scopre una comunità diversa dalla propria e attraversa contemporaneamente una crisi professionale, affettiva e familiare. È però proprio qui che emerge l’esperienza di Guédiguian. Il regista evita che i personaggi restino semplici funzioni narrative e lascia che siano le relazioni a dare consistenza alla storia. La presenza del suo abituale gruppo di attori contribuisce a creare quella sensazione di familiarità che da tempo caratterizza il suo cinema, nel quale la dimensione individuale viene quasi sempre intrecciata con questioni sociali più grandi.

Marilou Aussilloux, già apparsa in un precedente film di Guédiguian, sostiene il ruolo centrale di Juliette e accompagna la trasformazione di una donna inizialmente convinta di avere già costruito la vita giusta per sé. Il film non sembra interessato a punirla per il successo o per la libertà conquistata, ma piuttosto a metterla davanti a esperienze che rendono quella stessa libertà più complessa. Il regista di Marsiglia continua così a lavorare come un artigiano della narrazione, aggiungendo lentamente strati ai propri personaggi e affidandosi alla forza degli interpreti più che agli effetti drammatici. Une femme aujourd’hui conferma una formula ormai riconoscibile, ma ancora capace di funzionare: partire da una persona, aprire una crisi e osservare come, attraverso gli altri, il suo mondo possa diventare improvvisamente più vasto.