Gomorra – Le Origini, il prequel che scava nel cuore di Napoli e nell’anima di un giovane Savastano
La nuova serie Sky e NOW ci porta nella Napoli degli anni Settanta, dove Pietro Savastano non è ancora un boss ma un ragazzo pieno di sogni.
C’era una volta un ragazzino di Secondigliano che guardava il mare e pensava che la vita potesse offrirgli di più. Si chiamava Pietro, non ancora Savastano, e non sapeva che il suo desiderio di riscatto lo avrebbe condotto lungo la strada che porta al potere, al sangue e alla solitudine. Gomorra – Le Origini, disponibile su Sky e in streaming su NOW, è il prequel che riporta gli spettatori indietro nel tempo, nella Napoli degli anni Settanta, per raccontare come nasce un destino e come si costruisce un impero criminale.
La serie, creata da Leonardo Fasoli, Maddalena Ravaglia e Roberto Saviano, si apre in un quartiere ancora sospeso tra povertà e rinascita, quando il contrabbando di sigarette era la linfa della malavita partenopea. Pietro Savastano, interpretato dal giovane Luca Lubrano, vive con una zia e i suoi cugini, sopravvivendo tra piccoli espedienti e grandi sogni: una macchina, una donna, una vita migliore.
Il suo incontro con Angelo ’A Sirena (Francesco Pellegrino), carismatico giovane che gestisce una bisca clandestina, segna l’inizio del suo percorso. L’aspirazione al rispetto e all’amicizia diventa lentamente un’attrazione per il potere, e il ragazzo che voleva solo “farsi notare” finisce intrappolato nel mondo dei Villa, famiglia camorrista decisa a espandere i propri affari nel traffico di eroina. Tra alleanze, tradimenti e sogni spezzati, Gomorra – Le Origini racconta la nascita del futuro boss e dell’intero sistema criminale che governerà la città per decenni.
Marco D’Amore torna dietro la macchina da presa
Supervisore artistico e regista dei primi quattro episodi è Marco D’Amore, l’indimenticabile Ciro “l’Immortale”, che firma un ritorno maturo e personale. “All’inizio avevo detto di no”, ha raccontato, “ma poi ho capito che questa storia era un’occasione per esplorare ciò che c’è prima del male”. D’Amore imposta la regia come un viaggio di formazione, più emotivo che criminale, dove l’adolescenza di Pietro e dei suoi amici diventa specchio di una Napoli che cambia pelle.
Il racconto procede con un ritmo cinematografico, tra scorci realistici e momenti di pura epica. Lo stile visivo richiama il grande cinema americano – da C’era una volta in America a Mean Streets – ma il cuore resta profondamente napoletano, vibrante e autentico.
Nel ruolo di Pietro, Luca Lubrano regala una prova intensa, capace di restituire umanità a un personaggio destinato a trasformarsi in un simbolo del male. “Non ho voluto imitare il Savastano adulto – ha spiegato l’attore – ma mostrare le sue ferite: la paura, la nostalgia, la solitudine”. Al suo fianco, Tullia Venezia interpreta Imma, la ragazza che segnerà per sempre il suo destino; Flavio Furno dà corpo a ’O Paisano, figura mistica e pericolosa che prepara il terreno della futura camorra; Fabiola Balestriere è Annalisa Magliocca, la futura Scianel, qui ancora giovane e affamata di riconoscimento.
Il cast, composto in gran parte da volti nuovi, restituisce freschezza e verità alla storia, rendendo credibili i legami, i conflitti e le prime tentazioni di un gruppo di adolescenti che si affacciano al crimine come a una promessa di libertà.

Napoli, personaggio vivo e contraddittorio
In Gomorra – Le Origini la città non è solo sfondo, ma protagonista. Le riprese tra Scampia, Secondigliano e Torre Annunziata, unite alla ricostruzione del Carcere di Poggioreale a Santa Maria Capua Vetere, creano un mosaico di luoghi che raccontano una Napoli complessa e pulsante. La fotografia, calda e granulosa, restituisce l’atmosfera degli anni Settanta, mentre i costumi curati da Olivia Bellini evocano con precisione le sfumature sociali: dai colori vivi dei ragazzi di strada alle tonalità eleganti dei futuri boss.
Il risultato è un ritratto denso, quasi sensoriale, di una città in cui tutto è possibile: la redenzione, la caduta, la speranza e la condanna.
Diversa nello stile e nel tono rispetto alla serie originale, Gomorra – Le Origini non si limita a espandere un universo narrativo di successo: lo rinnova. Racconta l’adolescenza come terreno di scelte, la povertà come ferita che genera rabbia, e la criminalità come risposta sbagliata a un bisogno profondo di dignità.
È una storia che parla di Pietro Savastano, ma anche di chiunque abbia mai sognato di cambiare il proprio destino e si sia ritrovato intrappolato dalle proprie scelte.
Con la sua regia intensa e la scrittura equilibrata tra realtà e leggenda, Gomorra – Le Origini riesce a fare ciò che sembrava impossibile: riportare il pubblico alle radici di un mito, restituendogli la forza di una tragedia umana. Perché anche un boss, prima di diventare un nome temuto, è stato solo un ragazzo che cercava di sopravvivere.
