Migliore al Teatro Bellini: una parabola tragica-comica dei nostri tempi

In Migliore, Valerio Mastandrea offre una performance intensa, fatta di ironia e malinconia, vestendo i panni di un Fantozzi contemporaneo nato dalla brillante penna del compianto Mattia Torre.

Migliore è un monologo che mescola ironia, malinconia e riflessione sociale, scrittura e recitazione in un equilibrio perfetto in cui Valerio Mastandrea è il sapiente giocoliere. L’attore, solo in scena, interpreta più personaggi contemporaneamente, semplicemente cambiando la voce e un’ora e trenta minuti di spettacolo vanno via che è un piacere, senza farci minimamente accusare la durata dello spettacolo. Tutto questo è possibile quando la storia si fonda su una solida scrittura in cui l’autore riesce a raccontare i problemi dell’uomo medio di oggi sapendo mantenere un perfetto equilibrio fra tragico e comico.

Lo spettacolo fu scritto e diretto da Mattia Torre ed è ancora oggi uno dei suoi pezzi migliori. La storia è quella di Alfredo Beaumont, un uomo comune, timido, insicuro, disposto sempre a cedere pur di non ferire gli altri. Alfredo è una sorta di Fantozzi del terzo millennio, un uomo destinato sempre all’umiliazione e alla sopraffazione delle persone più arroganti ed egoiste di lui, che ovviamente approfittano della sua bontà. A un certo punto la sua vita prende una piega inaspettata dopo un incidente. Da quel momento Alfredo subisce una profonda metamorfosi: diventa più assertivo, arrivista, cinico, e improvvisamente il mondo sembra aprirgli tutte le porte.

 

Mastandrea un perfetto one man show

Valerio Mastandrea, Migliore
Valerio Mastandrea


La resa sul palco di Mastandrea è straordinaria, con una presenza scenica forte e incisiva, l’attore incarna con precisione i molteplici stati d’animo del protagonista, passando da momenti comici a squarci di amara introspezione. Allo stesso tempo l’attore lavora molto con la voce, interpretando di fatto tutti gli altri personaggi della storia, eseguiti e narrati talmente bene che a tratti ci si dimentica quasi di essere di fronte a un monologo. Il ritmo non cala mai, e l’equilibrio tra la risata e la riflessione rimane uno dei punti forti della messa in scena.

Al centro della pièce c’è uno specchio impietoso della società contemporanea: un mondo in cui spesso il cinismo e la spregiudicatezza vengono premiati, e chi cerca di fare la cosa giusta finisce per ritrovarsi schiacciato. Risulta inevitabile per noi che ascoltiamo il racconto di quest’uomo comune, pensare ai pessimi tempi che stiamo attraversando, ma soprattutto è inevitabile riflettere sulla vita di oggi e su certe aziende che considerano i dipendenti solo dei numeri. Noi riconosciamo nelle debolezze e nelle trasformazioni di Alfredo, le nostre stesse debolezze e trasformazioni, percependo la verità che spinge sotto alla comicità fino ad affermare la sua presenza.

Ecco quello che ci vuole…

…Un bravo attore in piedi davanti a un pubblico pronto ad ascoltare e la magia è fatta, la storia può cominciare e nel corso della narrazione tutto diventa magico. Non sono necessari troppi orpelli per mettere in scena un ottimo spettacolo, il teatro, quello che ha ancora molto da dire può essere essenziale.
Migliore è uno spettacolo che non si limita a intrattenere: è una messa in scena che invita a guardarsi dentro, a chiedersi quanto l’umanità può resistere ancora di fronte a certe cose. La combinazione di testo tagliente, l’interpretazione solida e lettura critica della contemporaneità lo rende un appuntamento teatrale memorabile di cui non ci si stanca mai.