Alla scoperta dei segreti e curiosità di Milano, oggi vi porto in uno dei luoghi più rinomati della città, il Duomo, immenso, meraviglioso! Al suo interno custodisce diverse rarità, una di queste è la Nivola.
Ideata nel XVII secolo, è un oggetto tra i più curiosi e straordinari che si possano vedere, da 500 anni è usata come “ascensore” per consentire all’Arcivescovo di portare a terra il Santo Chiodo della Croce di Cristo, una delle reliquie più importanti della cristianità, custodito in un reliquiario posto nel semicatino absidale, in corrispondenza dell’Altare Maggiore, viene portato giù così da poter essere ammirato dai fedeli. Questo rito liturgico cattolico è celebrato ogni anno il 14 settembre per la ricorrenza dell’Esaltazione della Santa Croce.

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La forma della Nivola ricorda proprio una nuvola, ed è posizionata a 45 mt. d’altezza sotto la volta dell’abside, dove si trova la figura del “Padre Eterno“. La struttura è formata da un grande cesto di rame dorato del peso di circa 8 quintali, avvolto da nuvole di cartapesta e decorata con angeli. Il movimento avveniva mediante uno speciale meccanismo attribuito a Leonardo, azionato da un argano e manovrato da una ventina di uomini che si trovavano sul tetto della cattedrale. A oggi la Nivola viene abbassata con l’ausilio di un congegno elettrico.

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Ma ecco da dove nasce questa tradizione:
si narra che la reliquia andò a finire presso un fabbro, questi, senza sapere cosa fosse, cercò di piegarla con un martello, ma per quanti colpi picchiasse non riuscì neppure a scalfirla. Sant’Ambrogio passando davanti alla bottega e probabilmente ispirato da Dio, riconobbe in quel chiodo uno strumento della passione di Cristo, si inginocchiò ad adorarlo e si preoccupò di trovargli una degna sede.
Il rito della Nivola risale al tempo della peste del 1576, quando il 6 ottobre San Carlo Borromeo portò il Santo Chiodo dal Duomo alla Madonna di San Celso per implorare la fine del terribile flagello. Il ripetersi di questa antica e inusuale cerimonia fa sempre accorrere molti fedeli in Duomo, desiderosi di vedere l’abbassamento e l’innalzamento della Nivola, contribuendo così a perpetuare il ricordo della fine del terribile morbo legato al prodigio del Santo Chiodo.

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Tanzio da Varallo “San Carlo comunica gli appestati” ca.1616, olio su tela, 258 x 156 cm, Domodossola, Collegiata dei santi Gervasio e Protasio
Alessandra Chiaradia
È nata a Milano ma ben presto è espatriata nella provincia. La Brianza è la sua casa, ma il suo cuore resta fedelmente Meneghino, ama la città che le ha dato i natali e, novella Sherlock Holmes, appena ne ha l'occasione ne svela i misteri, le meraviglie e anche qualche negozio. In overdose di creatività, il ruolo di Art Director inizia a starle troppo stretto; abbandonati i pennarelli inforca la Bic. “Lunga la strada, stretta la via… avete detto la vostra, adesso dico la mia”, per aspera ad astra c’è stato l’upgrade: entra nella hall of fame dell’Albo. Giornalisti si nasce...