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Casa Galimberti, il Liberty a Milano

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Casa_galimberti_-milano_24.02.11

Se questo weekend siete in giro per le vie di Milano, vi consiglio di fare una deviazione per via Malpighi al 3, a due passi dalla fermata della metropolitana Porta Venezia (linea 1 rossa).
In questa via troverete un palazzo che vi lascerà a bocca aperta, un vero portavoce dello stile Liberty nella città meneghina, Casa Galimberti.
Progettata dall’architetto Giovanni Battista Bossi nel 1903-1905 su incarico dei fratelli Galimberti, tra i primi sostenitori di questo nuovo stile, mostra una grande facciata di 170 m², quasi completamente rivestita con piastrelle figurate in ceramica lavorate con la tecnica della pittura a fuoco, al primo piano sono raffigurate delle formose figure femminili, tipiche dello stile liberty, mentre negli altri piani si susseguono splendidi motivi floreali con decorazioni in ferro battuto e cemento che ne completano la facciata. A livello decorativo c’è un forte dialogo tra interno ed esterno, confermato dai motivi ornamentali presenti a partire dal vano portineria, scoperti a fino anni Novanta del secolo scorso grazie a un sapiente restauro, tra questi il dipinto di un lago con piante acquatiche.
Per quanto riguarda la struttura del palazzo, l’architetto Bossi, scelse per il basamento il ceppo gentile, una pietra poco costosa fatta giungere, tramite la Martesana, direttamente dalle cave di Trezzo, mentre per isolare il piano terra dall’umidità, realizzò una soletta in cemento armato decorata con grande maestria.

Ecco qualche immagine per rendervi conto che vale davvero la pena andare a vederlo con i propri occhi.

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Alessandra Chiaradia

Direttore Responsabile del magazine online Fortementein.

Nata a Milano e trasferita nella provincia da piccola, il suo cuore resta fedelmente Meneghino, ama la città che le ha dato i natali e come una turista la esplora appena ne ha l’occasione svelandone i misteri e le meraviglie. Da sempre si accompagna ad una vena artistica che ben presto scopre esserle troppo stretta, così dopo aver lavorato per molti anni nel settore editoriale come Art Director decide di fare il grande passo e dopo una lunga gavetta diventare giornalista, professione che ama per via delle sue molteplici sfaccettature e possibilità.