Questa mostra non so se piacerà a Banksy! Così Gianni Mercurio, il curatore della mostra “The Art of Banksy. A visual protest”, al MUDEC fino al 14 aprile, ci introduce al percorso espositivo da lui fortemente voluto e ideato che affronta l’artista da un punto di vista leggermente accademico, fornendo una lettura scientifica affiancata da informazioni dettagliate. Una novità rispetto a come siamo stati abituati a conoscere Banksy.
Nonostante le sue opere siano immediatamente comprensibili nel significato, motivo per cui nel tempo sono arrivate a far breccia nel cuore di tutti, soprattutto dei giovani, molto spesso hanno un background british di difficile comprensione. Molti particolari, che apparentemente crediamo di comprendere, sono davvero complessi e fanno riferimento alla storia britannica, la mostra vuole investigare anche su questi aspetti restituendo un’immagine più complessa dell’artista.

 

Non sapremo probabilmente mai se piacerà o meno a Banksy questa interpretazione della sua opera visto che non è una mostra autorizzata, come di consueto per l’artista, in quanto Banksy continua a difendere il proprio anonimato e la propria indipendenza dal sistema. Però quello che sappiamo è che mai prima d’ora un museo pubblico italiano aveva ospitato una sua monografica, quindi sicuramente questa è una prima importante volta. Non potrà rimanerne indifferente!

 

Il percorso espositivo raccoglie circa 80 lavori tra dipinti, prints, 60 copertine di dischi, un video documentario e una sezione multimediale, con l’obiettivo di far capire chi è Banksy come artista e non solo come fenomeno mediatico.

Il successo di questo artista britannico è dovuto in parte a un paradosso: la notorietà attraverso l’anonimato, una contraddizione che gli è valsa la fama. A oggi questo “gossip” è un aspetto che interessa molto meno rispetto all’interesse verso le sue opere. Nonostante fino a poco tempo fa fosse stato molto snobbato dall’establishment, che considera gli street artist “figli di un Dio minore”, oggi il mercato, diciamo quello di alto livello, si è accorto di Banksy, non solo grazie l’ultima notissima performance all’asta di Sotheby’s che ha fatto molto discutere ed è entrata in tutte le case del mondo, ma perché finalmente le opere sono salite in primo piano e non più l’artista.

 

Infatti, quando si supera l’aspetto del “personaggio” Banksy e si approfondisce l’artista si scopre un mondo immenso e, attraverso questa mostra, lo spettatore riesce a comprendere l’essenza di Banksy: cosa significa il suo lavoro e perché ha colpito al cuore un pubblico assolutamente trasversale.

Moltissime le iniziative legate alla mostra, una su tutte quella che prenderà vita a Milano dal 27 novembre dove la città verrà “popolata” di 250 manifesti di grandi dimensioni e assolutamente bianchi. Saranno degli spazi a disposizione degli artisti o street artist che saranno invitati a riempirli di colore, qualsiasi artista potrà esprimere la propria arte.

Ultimo ma non ultimo, se vi capita di andare a vedere la mostra non lasciatevi sfuggire il catalogo, non solo perché è ricchissimo di immagini e di informazioni dettagliate, ma soprattutto perché parte del ricavato delle vendite verrà devoluto a Save the Children per i progetti a sostegno dei bambini colpiti dal conflitto nello Yemen.

INFO:
MUDEC – Museo delle Culture di Milano

Via Tortona, 56

Dal 21/11/2018 al 14/04/2019

el. 02/88.46.37.24

www.mudec.it

BIGLIETTI Intero € 14,00 | Ridotto € 12,00

INFORMAZIONI E PRENOTAZIONI www.ticket24ore.it | Tel. +39 0254917