Fenomeno della letteratura crossover, Blue Jeans, aka Francisco de Paula Fernandez Gonzalez è partito dai social ed è diventato uno scrittore bestseller, con oltre 1,2 milioni di copie vendute e 300mila followers. È anche uno dei pochi autori spagnoli ad aver raggiunto più di 100 trending topics mondiali e nazionali. Una delle voci più importanti della letteratura contemporanea spagnola. 

Scherza sul fatto di essere considerato il Federico Moccia spagnolo, ma in Italia Blue Jeans si è fatto conoscere già nel 2013, anche se la svolta è arrivata con il suo undicesimo libro, “La ragazza invisibile” edito da DeA Planeta, primo capitolo di una trilogia che segna il suo esordio nella suspence. 

@Fortementein

Lo abbiamo incontrato proprio per parlare della sua “undicesima fatica”, nel vero senso della parola, perché Blue Jeans ha scritto (e scrive) ogni giorno per 8 ore allo Starbucks di piazza Callao, in pieno centro a Madrid, il secondo caffè della catena più frequentato di Spagna.

Fin dal suo esordio Blue Jeans è stato catalogato come scrittore del genere giovanile-romantico “anche se a me non è mai piaciuta questa definizione perché nei miei romanzi ho parlato di problemi alimentari, sessuali, della famiglia, di tutto quello che può interessare i giovani anche se le questioni di cuore restano sempre al centro” dice. 

“La ragazza invisibile” è il libro che Blue Jeans ci rivela essere quello di cui è maggiormente soddisfatto; quello per cui si è documentato di più, quello per cui ha dovuto rivedere il suo “modus operandi” e “scrivendi” per garantire al lettore un thriller avvincente e scongiurare l’epifania del nemico più grande di ogni scrittore: la noia. “Quando scrivo cerco di farlo nel miglior modo possibile. Il romanzo è scritto, il mio lavoro è fatto. Adesso deve decidere il lettore che per me è la cosa più importante. Ci sono libri che funzionano bene in certi posti e non in altri e non si sa il perché. E poi ci vuole sempre un po’ di fortuna”. 

E ci è riuscito. 

Amore e amicizia, intrigo e mistero sono gli ingredienti fondamentali e “La ragazza invisibile” ha la struttura classica dei gialli con l’assassinio all’inizio, ma non per questo mancano i colpi di scena. Proprio come nella miglior tradizione dei gialli alla Agatha Christie, di cui è un fervido lettore.

A diciassette anni, Aurora Ríos non ha amici, né una famiglia che voglia occuparsi di lei: è una “ragazza invisibile”. Una mattina di maggio viene trovata morta, uccisa nella palestra della scuola, una scuola in cui tutti hanno un segreto. Tutti sono sospettati. O forse semplicemente tutti sono colpevoli.La sua morte fa chiasso, forse troppo. Ma chi è il vero responsabile di quello che è successo?
La protagonista, compagna di classe della vittima, Julia Plaza, è una ragazza dalla personalità spiccata, tanto quanto la sua intelligenza e memoria. Figlia dell’ispettore di Polizia e dell’anatomopatologa più in gamba del circondario, con un QI decisamente più alto della media, comincia insieme all’inseparabile amico Emilio, aspirante giornalista e grande incompreso, a indagare trasformandosi in una detective.

Siamo di fronte ad un thriller appassionante, pieno di azione, intrigo e colpi di scena, ambientato in un piccolo paese della provincia iberica, dove tutti, apparentemente, si conoscono.

Quattro sono i personaggi realmente “parlanti”,  attraverso cui tutti gli altri fanno sentire la propria presenza.  

Un giallo ben orchestrato, che ha richiesto la stesura di una time line che ha consentito all’autore di essere davvero puntuale nella costruzione delle scene, delle indagini e dei rapporti tra i personaggi per arrivare ad un epilogo, che lascia col fiato sospeso. Un finale che, come ci rivela Blue Jeans, è stato scelto tra quattro possibili.
Non rimane dunque a quanti sono appassionati di thriller e Young Adult di cimentarsi in questo primo capitolo della trilogia, in attesa che escano il secondo, “Il puzzle di cristallo” e il terzo episodio delle indagini di Julia Plaza.